Agriumbria celebra l’agricoltura italiana, fiera a doppia vocazione

Gran finale domenica 29 marzo tra zootecnia e famiglie

Splende il sole su Agriumbria 2026, che si avvia verso il gran finale di domenica 29 marzo presso Umbriafiere. Dopo un avvio segnato dal freddo, il sabato ha registrato un’affluenza crescente, con un lungo flusso di visitatori sin dalle prime ore del mattino. Attese migliaia di persone per l’ultima giornata, con stand aperti fino alle ore 19.

La manifestazione conferma la sua doppia vocazione: da un lato piattaforma di business e innovazione per operatori del settore, dall’altro evento popolare capace di coinvolgere famiglie, giovani e consumatori. Un equilibrio che rappresenta uno dei principali punti di forza della fiera.

Zootecnia al centro

Grande attenzione è stata dedicata alla zootecnia, in particolare alla filiera della carne italiana, con approfondimenti su miglioramento genetico, organizzazione produttiva e innovazione tecnologica. Focus anche sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale del comparto.

Nella giornata conclusiva spazio alla zootecnia da latte con una tavola rotonda organizzata da Associazione Italiana Allevatori, insieme ad altri enti e istituzioni, dedicata alle sfide e opportunità del settore.

Ampio risalto anche alla biodiversità allevatoriale, con l’impegno di ARA Umbria e Marche, e ai concorsi nazionali dedicati alla razza ovina Sarda.

“Carni 100% italiane” e show cooking

Tra gli appuntamenti più attesi, la valorizzazione delle “carni 100% italiane”, con degustazioni e iniziative promosse nell’ambito del riconoscimento di Agriumbria come “Polo delle Carni Italiane”.

Protagonista il Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, con incontri e show cooking guidati dallo chef Samuele Bovini, tra cui l’evento “T’amo Vitellone Bianco”.

Spazi espositivi e filiera agroalimentare

Numerose le iniziative diffuse nei padiglioni. Coldiretti Umbria propone il “Villaggio di Campagna Amica”, con prodotti tipici locali e vendita diretta, mentre Confagricoltura Umbria anima incontri e momenti divulgativi.

Presente anche l’Oil Bar di Assoprol Umbria, dove degustare cocktail a base di olio extravergine di oliva, e le attività di CIA – Agricoltori Italiani Umbria, che ha promosso un convegno su agricoltura e sicurezza alimentare nello scenario geopolitico internazionale.

In questo contesto è stato presentato anche il Consorzio MedEATerranea, nato per sostenere innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle filiere agroalimentari e del turismo.

Il ruolo della fiera

Il presidente di Umbriafiere, Antonio Forini, ha ribadito il valore strategico della manifestazione, definendola un punto di riferimento nazionale per zootecnia, meccanizzazione agricola e filiere agroalimentari.

Agriumbria, ha sottolineato, rappresenta non solo un momento di confronto tra imprese e istituzioni, ma anche un evento capace di coinvolgere l’intera società, come dimostrano gli oltre 90mila visitatori della scorsa edizione.

Premi e riconoscimenti

Tra gli eventi collaterali, la settima edizione del premio “Antonio Ricci”, assegnato ad Andrea Rosati per la sezione giornalismo e divulgazione, e a Federico Quaglia per le tesi di laurea.

Domenica 29 marzo, alle ore 11, sarà inoltre conferito il Premio nazionale “Sante Filippetti”, dedicato alla memoria di una figura storica della manifestazione, con l’obiettivo di valorizzare progetti agricoli orientati alla crescita sociale e all’innovazione.

Con il suo mix di tradizione e innovazione, Agriumbria si conferma così uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama agroalimentare nazionale, capace di unire agricoltura, economia e comunità.

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