L’Umbria riparte dal settore primario. Morroni: “La ripresa di Agriumbria conferma una regione pronta e reattiva”

 
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Umbria riparte settore primario Morroni Agriumbria conferma reattività

L’Umbria riparte dal settore primario. Morroni: “La ripresa di Agriumbria conferma una regione pronta e reattiva”

Dopo lo stop legato alla pandemia torna Agriumbria, vetrina tra le più importanti a livello nazionale per il mondo agricolo e zootecnico. Quella che si svolgerà nei padiglioni di Umbriafiere a Bastia, dal 17 al 19 settembre, sarà infatti la prima fiera del settore agricolo a tornare in presenza in Italia. Come spiega Roberto Morroni, assessore alle Politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria: “Il ritorno di Agriumbria in presenza è di per sé una buona notizia per il territorio del centro Italia. Un segnale importante certamente per la nostra regione e per il settore anche su scala italiana. È la testimonianza della voglia di ripartire. Farlo con il settore primario ha un significato particolare. Durante la pandemia il settore ha tenuto in piedi il Paese senza mai smettere di raccogliere e produrre, ora quello che vediamo davanti è un periodo di programmazione e rilancio, ma per coglierlo appieno, come sistema Umbria, dobbiamo lavorare per minimizzare i nostri difetti e puntare in maniera decisa su aggregazione, formazione, sostenibilità e qualità. Parlando con agricoltori e associazioni di categoria si percepisce uno spirito propositivo, c’è fiducia tra gli addetti ai lavori e questo non è un elemento marginale. C’è una buona disponibilità a cogliere il cambiamento nell’organizzazione, nella digitalizzazione e nella messa in rete delle imprese. Come Istituzione il nostro compito è quello di fornire strumenti utili e pratiche snelle per favorire uno sviluppo sostenibile sia su scala economica che sociale e ambientale”.

La Regione Umbria sta lavorando da mesi, assieme alle associazioni di categoria, su 4 assi fondamentali che definiscono la strategia umbra per il settore agricolo: aggregazione, qualità digitalizzazione e semplificazione. Si tratta di linee di indirizzo (che saranno ribadite durante la manifestazione all’Umbriafiere) che tengono conto del profilo dell’impresa agricola umbra e che mirano a produrre valore attraverso l’accesso in gruppo (aggregazione) ad investimenti, favorendo la ricerca in modo da supportare le tante piccole eccellenze. Ad Agriumbria la Regione sarà presente con uno stand per fornire supporto informativo su misure e opportunità. Piccolo è bello, ma è bello se si è in gruppo, altrimenti – prosegue Morroni – si rimane piccoli. Dobbiamo continuare a fare qualità, ma poi dobbiamo farla arrivare sul mercato e continuare ad innovare questa qualità. Per fare ciò c’è bisogno di capacità organizzativa, forza finanziaria e investimenti. Ecco, le aggregazioni devono favorire tutto questo. Dobbiamo valorizzare gli aspetti positivi dell’essere piccolo (qualità, tradizione, tracciabilità, sano e giusto) e aumentare la capacità di stare insieme per arrivare sui mercati”.

In questo senso va anche il “Patto per la sostenibilità” sottoscritto qualche mese fa con le organizzazioni del mondo agricolo, un tassello importantissimo della strategia complessiva che l’Umbria sta perseguendo a vantaggio di produzioni che rendano l’Umbria sempre più luogo vocato a sistemi di eccellenza diffusa. Il patto che prevede, tra le altre cose, di eliminare l’utilizzo del glifosate in agricoltura dalla stagione 2022/23. Fra i punti qualificanti del Patto, la previsione nei disciplinari della produzione agricola per l’adesione al sistema di qualità nazionale della produzione integrata (SQNPI). Come spiegano dall’assessorato, Agriumbria e Umbriafiere rappresentano un’infrastruttura strategica per le nostre imprese e in quest’ottica saremo presenti alla manifestazione. Presso lo stand ci sarà un punto informativo sui fondi Feasr, anche a seguito dei nuovi riparti riassegnati dopo la presa di posizione dell’Umbria e delle regioni del Sud e del fondo che compensa le risorse che verrebbero meno rispetto al riparto con i criteri storici, con l’assegnazione all’Umbria di 19 milioni di euro per la fase transitoria della programmazione per lo sviluppo rurale. Al centro della tre giorni della Regione le ultime azioni messe in campo, quali il “Protocollo d’intesa per attività di prevenzione e contrasto del lavoro irregolare e del caporalato in agricoltura”, ma anche le opportunità delle filiere, dall’olivicoltura al luppolo made in Umbria.

In occasione di questo significativo evento, non poteva mancare, da parte dell’Assessorato all’Agricoltura, uno spazio interamente dedicato al tema degli impollinatori, a favore dei quali sono diverse le azioni attuate e che verranno presentate per la loro tutela. Umbriafiere, nel rispetto dei protocolli in vigore, metterà in in piedi (come ha già fatto per altri eventi) un sistema per per garantire lo svolgimento in sicurezza della kermesse e accessi senza code alla manifestazione. Info su: agriumbria.eu

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