BASTIA UMBRA, UFFICIO GIUDICE DI PACE, INTERVIENE ROSELLA ARISTEI

 
Chiama o scrivi in redazione


ROSELLA ARISTEI ADRIANO BROZZETTI
ROSELLA ARISTEI ADRIANO BROZZETTI

In merito a quanto specificato all’oggetto, discusso nella seduta del Consiglio Comunale di Bastia in data 28 novembre 2013, le liste civiche, tramite il consigliere Adriano Brozzetti, hanno espresso voto contrario. Nello specifico la sede di Assisi del giudice di pace, soppressa con decreto legislativo n° 156 del 7 settembre 2013, interessa un’area comprendente i comuni di Assisi, Bastia Umbra, Valfabbrica e Bettona, per una popolazione complessiva di 58.211 abitanti. Nei quattro anni passati tale sezione ha affrontato circa 9.500 casi, circa 2.400 casi ogni anno, ossia poco più del 4% della popolazione dei Comuni del Comprensorio.

 

Da anni le liste civiche sostengono che la più grave crisi che la nostra nazione sta vivendo non è solo di carattere economica, ma soprattutto sociale, etica e culturale. Molti vivono al limite della sopravvivenza: la povertà aumenta ogni anno, l’economia stagna, i livelli di disoccupazione hanno raggiunto limiti esasperanti, il 40% dei giovani non trova lavoro, il livello di tassazione altissimo ha messo in ginocchio il sistema paese. Il primo sistema per porre rimedio a questo stato catastrofico è quello di ridurre la spesa pubblica che è stimata in oltre 800 miliardi l’anno e sulla quale non arriva nessun segnale di intervento, nemmeno dal governo centrale..

 

E’ giunta l’ora di dare un taglio a questo stato di cose individuando con priorità le spese necessarie a garantire a tutti i cittadini una vita dignitosa e operare una riduzione drastica a tutte le altre spese. Per fare questo bisogna partire anche dal basso, dalle istituzioni che governano il territorio e che hanno più stretto rapporto con i cittadini, dando segnali forti per dire che tutti si lavora per il bene comune, anche affrontando personalmente qualche disagio. Nel caso specifico è chiaro che il nostro voto contrario non riguardava nei contenuti il livello di spesa, comunque consistente e valutata in € 50.000,00 complessivi, non voleva essere contro qualche categoria o qualcuno in particolare, ma piuttosto voleva essere un segnale di svolta nella gestione della cosa pubblica che deve essere concentrata nei benefici da destinare a tutti i cittadini e soprattutto per priorità fondamentali.

 

In questo caso il servizio del giudice di pace non viene annullato, ma semplicemente spostato a Perugia e pertanto la necessità di usufruire di questo servizio comporta solo l’onere, per chi ne ha bisogno, ca. il 4% dei cittadini del Comprensorio, di fare qualche kilometro in più di strada e, forse, perdere un po’ più di tempo. Siamo convinti che la spesa che il Comune di Bastia doveva impegnare pari a circa 20.000,00 euro sia meglio destinarla a sostenere le famiglie indigenti, i pensionati che non arrivano a fine mese, coloro che vivono al limite della sopravvivenza. Le polemiche restano inutili e sterili: dobbiamo iniziare un nuovo percorso etico e culturale se vogliamo farcela tutti insieme ad uscire dal tunnel buio e nero nel quale solo alcuni dicono che si vede uno spiraglio di luce, ma che la maggior parte dei cittadini non vede.

2 Commenti

  1. Ridicolo è un ragionamento ridicolo! Quando eri assessore non ragionavi così quando bisognava spende tutti que soldi per le notti bianche e dolcemente bastia o bsstia estate con i balletti russi. Quelli non erano soldi pubblici che potevano aiutare i più bisognosi?
    Quelle erano cose che con la cultura che c’entrano?

  2. Rose’ ma che ragionamento è questo. Allora tutti i soldi che il comune ha speso per le notti bianche e i maccheroni dolci, non si potevano destinare alla famiglie bisognose?
    Quanno a manna’ el carretto ce ste’ tu va bene sennò tocca risparmià?

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*