L’ospedale da campo è uno spreco di denaro pubblico, lo dice M5s

 
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L’ospedale da campo è uno spreco di denaro pubblico, lo dice M5s

L’ospedale da campo è uno spreco di denaro pubblico, lo dice M5s

“L’ospedale da campo voluto dalla giunta regionale guidata da Donatella Tesei è uno spreco di denaro pubblico, perché contrariamente a quanto affermato dalla governatrice e dal capogruppo della Lega, non sarà utile ai cittadini per combattere il Covid-19 e non rafforzerà l’offerta di servizi sanitari territoriali.” Lo affermano I rappresentanti umbri del MoVimento 5 Stelle la senatrice Emma Pavanelli, il consigliere regionale Thomas De Luca ed il consigliere comunale di Bastia Umbra Laura Servi.

Prima dell’emergenza Covid-19 nei reparti di terapia intensiva degli ospedali umbri erano presenti 69 posti. Nel momento più critico dell’emergenza, nei giorni a cavallo tra marzo ed aprile, i pazienti Covid in terapia intensiva non hanno mai superato quota 47.

  • In base all’andamento attuale della curva epidemiologica si evince che non siamo in emergenza.

Considerando poi che i 69 posti pre-Covid sono stati aumentati a 85, è chiaro che destinare 3 milioni per mandare 30 pazienti in campeggio risulta alquanto discutibile.

Non possiamo accettare né le rassicurazioni del capogruppo leghista in regione Pastorelli, il quale ha dichiarato che questo ospedale da campo servirà anche per le future calamità naturali che potranno colpire la regione, né quelle della Presidente Tesei che stamane ha affermato che l’ospedale da campo è una struttura di cui la regione può andar fiera per far fronte alla prevista riacutizzazione della pandemia a ottobre.

Che senso ha spendere 3 milioni di euro per l’acquisto di posti letto ed attrezzature di terapia intensiva, per poi parcheggiarli presso il magazzino del polo fieristico di Bastia Umbra? Gli ospedali da campo si fanno quando la necessità è immediata.” afferma il consigliere comunale Laura Servi.

“Se invece ragioniamo sulle calamità future” prosegue De Luca “allora la Giunta Regionale investa questi 3 milioni di euro di soldi pubblici, per attrezzare meglio gli ospedali veri, quelli che sono stati chiusi oppure ridimensionati fino a svuotarli e che potranno invece essere utilizzati dai cittadini 365 giorni l’anno. E quando arriveranno nuove emergenze le potremo affrontare con strutture sanitarie meglio attrezzate, avendo a disposizione una dotazione di personale e una varietà di tecnologie, reparti e strumenti diagnostici che per forza di cose in un ospedale da campo non ci sono.”

Sull’inutilità di un nuovo ospedale da campo interviene anche la senatrice Emma Pavanelli: “Basterebbe osservare come è stata gestita l’emergenza in Lombardia per rendersi conto che il Covid non si batte con le terapie intensive dove, come estrema ratio, si cerca di salvare i pazienti gravi, ma piuttosto curando i pazienti tempestivamente, per evitare che arrivino in terapia intensiva.

  • Come? Garantendo diagnosi precoci, cure immediate e costanti, seguendo la procedura delle 3 T: testare, tracciare e trattare. Non certo con gli ospedali da campo.”

L’ospedale realizzato presso la fiera di Milano lo ha mostrato con grande chiarezza: di fatto è stata solo una gigantesca operazione mediatica. Doveva ospitare 400 pazienti, poi si è detto 205 e, infine, dall’apertura ad oggi, solo 24 persone affette da Coronavirus hanno fatto ingresso nella struttura.

“Perché la governatrice Tesei continua a sostenere l’utilità dell’ospedale da campo destinato a fare la stessa fine? Perché ostinarsi con la propaganda leghista, invece di impiegare quei soldi per la sanità territoriale dei cittadini umbri?” ha concluso la Senatrice Pavanelli.

Emma Pavanelli – MoVimento 5 Stelle Senato

Thomas De Luca – MoVimento 5 Stelle Umbria

Laura Servi – MoVimento 5 Stelle Bastia Umbra

1 Commento

  1. Toh si sono svegliati, io sono uno qualunque, ma è da un po’ che lo scrivo. Vi ci voleva l’ordine dei capi per prendere posizione? Ma una testa pensante che rifletta, esiste in questa politica fatta di slogan? Piuttosto che fare un ospedale da campo, del quale sulla sua provvisorietà già lo dice il nome, se non si vogliono integrare al meglio le strutture esistenti, perché non crearne una utilizzando strutture dismesse come ex fabbriche. Si acquista lo stabile, si attrezza al meglio e si lascia pronto per ogni evenienza e… “miracolo”, non bisogna smontarlo.

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