Paola Lugarotti, bisogna conoscere il territorio prima di parlare

Paola Lugarotti, bisogna conoscere il territorio prima di parlare

Paola Lugarotti, bisogna conoscere il territorio prima di parlare

Premesso che la politica economica non spetta ai Comuni e che la crisi economica è nazionale, parlano i dati dell’ANNUARIO ECONOMICO DELL’UMBRIA 2019-2020 di ESG89 Group. Il Comune di Bastia Umbra con l’amministrazione Ansideri nel rapporto abitanti imprese risulta il primo in Umbria per le società che superano 1 milione di fatturato.

Impresa e Sviluppo fare foto è facile governare una città è tutt’altra cosa. Le imprese bastiole ci sono e non si sono mai fermate. Avete pubblicato attività affittate nella zona industriale, negozi che si sono spostati ma quello che contava era azionare la macchina autocelebrativa usando le proprietà private per fare campagna elettorale. Pochi mesi fa abbiamo festeggiato il nuovo insediamento ISA, i 100 anni della Concetti e i 50 anni della Decora.

Dati che testimoniano la vitalità e il radicamento nel territorio di queste attività. Non dimentichiamo il Suap Dondi.

Durante l’amministrazione uscente le imprese bastiole che hanno voluto investire per crescere lo hanno potuto fare a Bastia, nei periodi precedenti non è stato così.

Anche il commercio, settore pesantemente colpito dalle nuove tecnologie e dalle connesse nuove forme di vendita, dimostra la sua vitalità; a Bastia alla fine del 2018 sono 657 gli esercizi commerciali e i pubblici esercizi, erano 653 al 31 dicembre 2013.

Assistiamo a trasferimenti da un luogo all’altro della città per contenere il costo dell’affitto dei locali privati.

Per favorite il commercio, in particolare nel centro storico il Comune ha adottato vari provvedimenti come la riduzione dei parcheggi a pagamento, l’agevolazione Tari triennale per le nuove attività, il finanziamento delle attività di promozione del territorio nel periodo natalizio, complessivamente il comune investe oltre 100 mila euro annui.

Per quanto riguarda il mercato settimanale, anche per assicurare la sicurezza dell’evento, è stata modificata la disposizione delle bancarelle in piazza Mazzini modo tale che questa non ostacoli, ma anzi valorizzi gli esercizi commerciali presenti.

Il comune ha costituito presso la finanziaria regionale Gepafin un fondo di controgaranzia comunale di 100.000 euro per agevolare la concessione di finanziamenti alle piccole e medie imprese del territorio; attraverso questo strumento sono stati concessi 53 finanziamenti per un importo di oltre 4,5 milioni e tale intervento continuerà a produrre i suoi effetti anche in futuro.

Il comune di Bastia è uno dei comuni con le imposte comunali pro-capite più basse, anche questa è una forma per essere vicini alle imprese oltre che ai cittadini.

E’ vero che nella zona industriale di Bastia risulta impossibile trovare un immobile con superficie superiore a 1000 metri. Non sempre una porta chiusa significa immobile vuoto. Ne sono conferma le foto della Isa 3, tutti gli immobili della Isa nella zona industriale sono occupati da molte aziende venute a Bastia o ancora dalla Isa stessa e molti altri essendo utilizzati a deposito o magazzino, è evidente che le porte siano quasi sempre chiuse.

Alcuni capannoni fotografati nell’area PIP, sono vuoti per scelta specifica della proprietà che evidentemente, visto l’andamento dei prezzi di mercato, non intende cedere l’immobile a chi ne ha fatto richiesta.

Alcuni non sono utilizzati in attesa di accordi societari o oggetto di procedure concorsuali fallimentari. In alcuni casi si è fotografato un locale liberato in questi giorni da un’azienda che vende ricambi auto che ha traslocato in via dei Platani in un locale nuovo, più grande e di loro proprietà.

Altri immobili non sono ultimati e non sono ancora agibili come ad esempio la discoteca che il compianto Lucio Camacho stava ultimando ma purtroppo la malattia lo ha strappato dalla sua città. Inserire questo immobile tra quelli inutilizzati e non sapere o far finta di non sapere che non è ultimato è cinico e da incompetenti, per utilizzarlo per altri usi andrebbero smantellati tutti i lavori che Lucio Castellini ha realizzato con le capacità che tutti i bastioli ancora ricordano.

Quindi è segno di superficialità e qualunquismo citare dati assoluti fuori da un contesto. E’ evidente che 60 capannoni liberi su 600 hanno un significato, se invece il contesto è 6000, ne hanno un altro completamente diverso, anzi opposto.

Bisogna conoscere il territorio prima di parlare, nel vostro programma è tra le vostre priorità, scritto in rosso “interverremo nel Centro Fieristico Regionale a partire dalla manutenzione ordinaria”, la manutenzione straordinaria compete al Comune quella ordinaria all’Ente Fieristico. Le persone non si improvvisano, bisogna conoscere la realtà, il territorio, e fare non denigrare. Nella politica della denigrazione non discernere diventa accecante e anche imbarazzante. La sinistra ha come bandiera l’uguaglianza venuta meno con le ultime vicissitudini, quella del centro destra è la libertà, per questo in tutta libertà chiediamo rispetto per i cittadini.

Coalizione di centro destra Paola Lungarotti candidata Sindaco

1 Commento

  1. Le imprese bastiole ci sono e non si sono mai fermate? ma ho letto bene? snocciolare i numeri serve a poco anche perchè i dati devono essere completi e comunque vanno interpretati…. di palese però c’è che fino a 10-12 anni fa in via Roma, via Veneto come si “liberava” un negozio nel giro di qualche giorno veniva nuovamente “occupato”, era praticamente impossibile vedere un negozio sfitto, come era impossibile trovare un capannone nella zona industriale!!!
    la situazione è completamente cambiata non certo per le amministrazioni, ma l’ostinarsi nel voler far vedere sempre il bicchiere mezzo pieno è preoccupante e lo dico da “Ansideriano” deluso!!!

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