Giochi di palazzo senza palazzetto e morìa dello sport bastiolo

Giochi di palazzo senza palazzetto e morìa dello sport bastiolo

Giochi di palazzo senza palazzetto e morìa dello sport bastiolo

Una prassi giornalistica che si rispetti prevedrebbe che dediche e ringraziamenti si elencassero solo alla fine dell’articolo, come fossero i titoli di coda di un film.

Ebbene, in questo caso sarà necessario andare ad effettuare un piccolo strappo alla regola.

E’ infatti doveroso che ogni cittadino bastiolo dedicasse un lungo e sentito applauso a tutte le società sportive locali che continuano faticosamente a sopravvivere, nonostante il totale abbandono da parte dell’amministrazione comunale.

Un lavoro certosino il cui merito è da attribuire ai vari presidenti, genitori, atleti e giocatrici che a testa bassa si adoperano ogni singolo giorno affinché Bastia continui ad essere un fiore all’occhiello nelle attività agonistiche umbre.

Insomma, un plauso generale va indirizzato a tutti coloro che hanno scelto di distaccarsi dai meschini giochi di palazzo, seppur rimasti senza palazzetto.

E mentre la giunta comunale si traveste da Ponzio Pilato, lavandosi le mani sulle macerie di piazza Mazzini e via Roma, le società sportive al chiuso proseguono in solitaria nel proprio silenzioso calvario, riportando tra l’altro a casa risultati straordinari per punteggi e classifiche.

Basti pensare alle squadre femminili di pallavolo, spesso capoliste dei propri gironi ma costrette ad allenarsi all’interno di un fatiscente pallone gonfiato (a immagine e somiglianza di chi a tutti i costi l’ha voluto) e a giocare le partite casalinghe nientemeno che ad Umbertide (i cui cittadini a forza di entrare a contatto con i bastioli hanno iniziato a prendere il nostro accento).

Immagine triste e paradossale di un degrado che perdura oramai da cinque anni e il cui eco riecheggerà nei progetti e nelle tasche delle prossime amministrazioni, sempre che anche quest’ultime non decidano di trasferirsi ad Umbertide per le riunioni consiliari.

Scherzi a parte, lo sport rappresenta a tutti gli effetti un indispensabile simbolo di inclusività ed istruzione. Attraverso lo sport si riescono a superare frontiere linguistiche, sociali ed educative alle quali neanche la politica saprebbe porre risoluzioni efficienti. Grazie allo sport si innescano quei sani principi che portano gli individui ad allenarsi per un bene comune, a ragionare in favore del collettivo, a progettare il futuro in un’unica congiunta direzione.

Lo sport trasmette infine quel senso di appartenenza che Bastia non può più permettersi di calpestare, nascondendo il proprio naso dietro centri commerciali e fast-food americani.

Andatelo a raccontare a tutti quegli atleti che pur di allenarsi in un palazzetto agibile abbandonano le squadre bastiole per trasferirsi, giustamente, nelle città limitrofe.

Andatelo a spiegare ai giovanotti della scuola secondaria di primo grado “Colomba Antonietti”, sprovvisti di palestra dal lontano 2016 e incapaci di poter fruire di un luogo idoneo a staccare un po’ la spina per due ore a settimana.

Andatelo a dire agli amanti dell’atletica, i quali non riescono a correre su di un campo dignitosamente omologato dai tempi di Mennea.

Provate a trovare motivazioni utili a convincere i vostri figli e figlie ad intraprendere una carriera agonistica al chiuso a Bastia Umbra: la città dove la barzelletta è lo sport più praticato da chi la amministra e al contempo lo sport è diventato una barzelletta.

Ricominciamo ad allenare le fasce muscolari e a indossare meno fasce comunali.

 

1 Commento

  1. tutto condivisibile. ma vogliamo parlare anche dei giardini pubblici e di come viene tagliata l’erba lasciandola li a seccarsi in modo da non farla ricrescere correttamente

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*