25 aprile a Bastia, Fratellini: «Un grande Paese ha solo cittadini liberi»

Il vicesindaco ha voluto ricordare quanti non ci sono più e quanti hanno dato la loro vita per un bene supremo, quello della libertà della dignità e della vita umana

25 aprile a Bastia, Fratellini: «Un grande Paese ha solo cittadini liberi»

«Un grande Paese ha solo cittadini liberi e un Paese è grande quando conserva la sua memoria, quando difende la propria identità e quando costruisce con l’aiuto di tutti il proprio grande progetto». Solo le parole del vicesindaco di Bastia Umbra, Francesco Fratellini, durante il suo discorso avvenuto in piazza Mazzini in occasione del 71° anniversario della Liberazione.

Ala celebrazione, che ha visto momenti diversi, è cominciata alle 9,30 a Costano con l’omaggio al Monumento ai Caduti, a seguire alle 10 ad Ospedalicchio, nello spazio in piazza Bruno Buozzi, antistante il Monumento, poi a Bastia Umbra il ritrovo davanti al Monumento ai Caduti in via Roma e terminata con il Corteo dalla Sede Municipale fino alla Lapide ai Caduti, in Piazza Mazzini. La manifestazione si è conclusa con il saluto del vicesindaco e delle Associazioni Combattenti e Reduci. Hanno inoltre partecipato le Scuole, le Associazioni d’Arma e Combattentistiche, la Banda Musicale di Costano, l’Associazione nazionale Carabinieri – Sezione di Bastia Umbra, Associazione Nazionale dei Carabinieri in congedo, Ex Combattenti e Reduci, Ass. Mutilati e Invalidi di guerra, Ass. Ex – Internati Militari dei campi di concentramento, l’amministrazione comunale e diversi cittadini.

E’ memoria di un evento che non dobbiamo dimenticare. Il vicesindaco ha voluto ricordare quanti non ci sono più e quanti hanno dato la loro vita per un bene supremo, quello della libertà della dignità e della vita umana. «Siamo tutti invitati a riflettere sul significato del 25 aprile 1945 – ha detto Fratellini – una data lontana nel tempo e più vicina alla coscienza dei cittadini che non vogliono e che non possono rinunciare a difendere i valori che si sono affermati con la vittoria della resistenza, la libertà, la giustizia e la democrazia, la speranza e l’impegno per la costruzione della convivenza civile e pacifica tra i cittadini e tra i popoli».

Il significato della Resistenza di oggi significa resistere contro i soprusi e contro le prevaricazioni, le prepotenze e contro la volontà di difendere gli interessi personali rispetto a quelli di tutti contro ogni forma di razzismo e contro la volontà di chiudere le porte in faccia a chi viene da ogni angolo del mondo e da un altro colore della pelle se questa volontà è frutto di una qualsiasi forma di egoismo. «Per l’affermazione di questi principi, libertà, giustizia e democrazia – ha aggiunto il vicesindaco – tanti hanno lottato duramente pagando un prezzo altissimo di sofferenze e lutti. La nostra Costituzione nata dalla Resistenza li ha recepiti e posti a fondamento della Repubblica».

La Resistenza fu un fenomeno che abbraccio tutta la Nazione, ci fu quella dei Partigiani, quella dei militari e quella del popolo, quindi è importante che il 25 aprile sia celebrato in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo, ricordando l’una e l’altra delle componenti della Resistenza. Il vicesindaco ha messo in risalto dicendo che «oggi noi tutti abbiamo anche un altro compito forse più importante, perché non semplice, la sfida è spiegare ai più giovani perché i valori della Resistenza sono ancora oggi il motore ed il sale della Democrazia, spiegare i valori e speranze, significa restituire senso alla Resistenza dando concretezza con i principi di libertà e democrazia che ne costituiscono i nucleo più vitale».

Dittatura e guerra sono stati la privazione della libertà e Fratellini ha ha ribadito che «solo ascoltando il racconto dei più anziani i più giovani possono capire cosa sono e cosa valgono la democrazia, la pace e la prosperità, ma se non riusciamo a stabilire questo ponte fra le generazioni corriamo il rischio che queste parole perdano sempre più valore e significato. La memoria è un dovere morale innanzitutto, ma in questo momento politico, in questa nostra società diventa strumento culturale e di progresso. La consapevolezza dei grandi accadimenti del passato, la conoscenza dei loro contenuti e limiti – ha spiegato – sono il fondamento della società che consente di correggere gli errori e di evitare che essi possano ripetersi. Una società moderna deve avere come fondamento e rispetto delle diversità e il riconoscimento del loro valore come possibilità di una più generale promozione sociale».

Il 25 aprile è il compleanno e l’anniversario della Liberazione e della Democrazia. Francesco Fratellini ha concluso dicendo «facciamo in modo allora che questo 25 aprile rimanga in tutto il suo significato e nei suoi contenuti, momento essenziale per un ulteriore sviluppo civile e sociale della nostra comunità per contribuire a una Italia e da un Europa unita e civile giusta e democratica impegnata al superamento di tutte le ingiustizie vecchie e nuove. Il 25 aprile del 45 fu un’ondata irresistibile di gioia in tutto il paese. Abbiamo ricordato quel giorno come il giorno della Liberazione ed è giusto, ma per tutti sarà sempre un grande giorno di pace e riconciliazione, quella pace che per molti oggi è un miraggio».

25 aprile

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*