Milano Boxe, Michele King the Lionheart, Di Rocco batte Ville Piispanen


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Se prima si chiamava solo The King adesso può chiamarsi King the Lionheart, il re cuor di leone. Michele Di Rocco, il pugile gitano, che vive a Bastiola di Bastia Umbra, l’ha promesso e l’ha fatto. Ha battuto un avversario che si è dimostrato più ostico del previsto. Il finlandese Ville Piispanen è stato davvero un osso duro. ”Volevo rendere onore ad una grande città, Milano, volevo rendere onore al mio avversario, volevo rendere onore alla boxe con un match superlativo”, queste erano le parole di Michele qualche giorno prima dell’incontro. E il campione d’Europa dei superleggeri è stato di parola, non solo a mantenuto il titolo, ma ha dato prova sul ring, di aver un gran cuore. Ha martellato dall’inizio alla fine, è andato una volta al tappeto, mai domo, non si è risparmiato un attimo. Si è meritato tutto il punteggio che ha avuto: 119 a 110, 118 a 110 e 118 a 110. Con il figlio in braccio, ha mandato il solito ti amo alla moglie: “Che soffre per me”, ha detto e il pubblico di Milano, sull’orlo della commozione, in standing ovation, al PalaBadminton, ha salutato il Campione d’Europa.

Il match, cui ha assistito anche la leggenda Marvin The Marvelous Hagler, è stato a senso unico. Convinto della sua preparazione, il pugile di Bastia Umbra, ha importato l’incontro in attacco. Voleva il ko. Dal primo fino all’ultimo round, con eccezione della 10esima ripresa dove Di Rocco su un destro largo è finito in terra ed è stato contato, il finlandese si è visto impartire una lezione di grande pugilato. Il pugile scandinavo ha cercato di intimidire Di Rocco con i suoi jab sinistri, tecnica che è andata a segno anche parecchie volte e pure d’incontro. Ma l’italiano non è arretrato di un passo. Ha scelto il combattimento a muso duro. La sua tecnica sopraffina, fatta di diretti, ganci e montanti, gli ha permesso di collezionare, in virtù delle numerosissime combinazioni, la vittoria di tutti i round. Eccezion fatta, come detto, per la decima ripresa. Ville Piispanen non è stato un cliente facile.

Capito che con il jab non avrebbe portato a casa il match, ha cambiato tattica. Michele ha un difetto, su cui ha detto che vorrà lavorare, tiene il sinistro basso in fase difensiva e il finlandese si è presto accorto. Ed ha cominciato a tirare delle ciabattate, così le hanno definite dall’angolo di Di Rocco, che, però, si schiantavano spesso sul volto del campione. In realtà si è trattato di un destro largo, nella cui traiettoria fase finale lo sfidante non imponeva neanche la rotazione del polso, come la tecnica prevede nella esecuzione del mezzo gancio. Programmi futuri del campione. Il successo dovrebbe garantirgli una classifica tale da sperare in una chance mondiale contro il campione Wbc, Danny Garcia. In attesa degli sviluppi, godiamoci quattro cinture europee: oltre a Di Rocco ci sono Bundu, Boschiero e Marsili. Il pugilato professionistico italiano insomma, tra mille disagi, qualcosa di buono è ancora in grado di produrlo.

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