Contro episodi vandalismo, Sindaco Lungarotti, ora basta, scatta denuncia!


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Contro episodi vandalismo, Sindaco Lungarotti, ora basta, scatta denuncia!
Pg Marco Fortebraccio

Contro episodi vandalismo, Sindaco Lungarotti, ora basta, scatta denuncia!

Nel giro di poche ore a Bastia Umbra due episodi che non possiamo lasciare alla sola censura personale o dei social. Il primo, un “gruppo di ragazzini” che si sono arrampicati sul tetto del palazzetto dello Sport di Bastia Umbra; il secondo, una massa di ragazzini e di adulti sopra l’altalena inclusiva dei Giardini “Lucio Castellini” di via Marconi. In ambedue i casi disattendendo alla segnaletica esposta di sicurezza e di utilizzo. Del primo abbiamo dettagliati articoli pubblicati, del secondo una foto. Pochi dubbi sulle vicende.

Mentre sto scrivendo mi è arrivata una ulteriore grave segnalazione, questa notte dei vandali sono entrati dentro il Palazzetto dello Sport, allagato tutti i bagni, il piano gioco e rotto due porte. Ulteriori manomissioni sono state fatte anche in luoghi privati.

Mi rivolgo ai concittadini e alle concittadine che come me sentono forte lo sdegno e l’oltraggio al vivere civile e all’impegno che giorno dopo giorno riserviamo verso i nostri cari e la nostra comunità.

La povertà non si misura solo nella mancanza di beni primari, l’uomo non è solo ciò che mangia, l’uomo è anche ciò che esprime e come lo esprime. Ma è questo il modo di esprimere la propria cittadinanza, la propria appartenenza? È facile affermare “l’io voglio”, è sempre più difficile e lontano dichiarare “l’io devo”.

È intollerabile quello sta accadendo. Ci troviamo di fronte ad atteggiamenti che esprimono segnali di maleducazione, mancanza di rispetto, inesistenza di regole e doveri. A questo cari concittadini e care concittadine l’Amministrazione non può sopperire. L’Amministrazione ha il compito di rendere i luoghi a lei deputati ambienti accoglienti, inclusivi, per i servizi. Quando una società si interroga su come reprimere, rispetto a come promuovere o potenziare, è una società in decadenza. Non possiamo creare uno Stato di Polizia.

Anche nella nostra città, nella nostra comunità, sta accadendo ciò e questo mi addolora. Mi addolora come primo cittadino, ma mi addolora anche come vostra concittadina e come madre di un ragazzo che proprio ieri mattina ha passato, alla mia presenza, gran parte del suo tempo libero a scaricare all’isola ecologica di Perugia i rifiuti differenziati.

Non ha certamente pensato di passare la domenica arrampicandosi sul tetto del Palazzetto dello Sport, di allagarlo o di ammucchiarsi su una altalena inclusiva. Penso ai tanti ragazzi e alle tante ragazze che in maniera responsabile passano il tempo libero donandosi agli altri, all’ambiente, alla comunità. Troppe volte messi in secondo piano di fronte a chi fa notizia con gli atti di vandalismo, ma a Bastia ci sono tanti giovani che con naturalezza fanno il bene della propria famiglia e della propria città.

Oggi ci troviamo di fronte a grandi stravolgimenti causati non solo dalla congiuntura economica e produttiva. L’emergenza sociale ed educativa amplifica in maniera esponenziale la povertà materiale. Ma siamo cittadini e cittadine di una comunità di grandi storie e di grandi personaggi, non lasciamoci travolgere da quello che subiamo. Dobbiamo reagire, dobbiamo sentirci coesi e impegnati nel salvaguardare la nostra comunità.

Da parte mia, inoltrerò denuncia alle Forze dell’Ordine nei riguardi dei due fatti accaduti affinché gli autori possano rispondere di fronte alla legge e alla comunità; da parte vostra, e sono certa che siete tanti insieme a me che condividete gli stessi principi e vi impegnate per gli stessi valori, chiedo coesione, impegno nel segnalare tempestivamente fatti che compromettono la propria e altrui incolumità e il rispetto delle regole.

il sindaco Paola Lungarotti

2 Commenti

  1. Ci vorrebbe uno Stato di Polizia eccome..!!! Chi si comporta bene non noterà la differenza. Quanto mancano i cari e dolci sganassoni a mano aperta.
    Più avanti si andrà e peggio sarà, è per concludere in alcuni casi rieducare i genitori.

  2. I genitori non sanno educare se disconoscono il proprio ruolo, concedendo al figlio di ignorare il rispetto.
    Lo psichiatra Paolo Crepet, nel suo libro “Il coraggio. Vivere, amare, educare”, afferma che: “associare il termine coraggio al verbo educare non è un’occasione di mero dibattito intellettuale, oggi risponde a un’esigenza sociale: i genitori mancano di coraggio nell’educazione dei figli nella misura in cui sono sempre meno di esempio e acquisiscono sempre meno un “ruolo” educativo ripiegando su amicizia e confidenzialità, a tutto danno dell’educazione e della formazione”.

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