Morte Samuele, nella richiesta di archiviazione di omicidio le motivazioni della Procura

Morte Samuele, nella richiesta di archiviazione di omicidio le motivazioni della Procura

Morte Samuele, nella richiesta di archiviazione di omicidio le motivazioni della Procura

“Deve ulteriormente argomentarsi come agli atti non sia ravvisabile che l’indagato avesse a disposizione alternative utili per sottrarsi ai colpi evitando a sua volta di agire nel modo descritto. Se infatti pur vero che il De Paoli non si trovava in condizioni in ragione dell’assenza di indumenti di inseguire per tratti apprezzabili l’indagato, la colluttazione, lo strappamento dei capelli e gli ulteriori effetti come riscontrati anche a prescindere dal dichiarato dell’indagato attestano una tale situazione di concitazione e immediatezza da non poter fare presumere un diverso ambito di manovra difensiva. D’altronde il gesto lesivo letale si configura più come un tentativo di allontanamento dell’antagonista che un vero e proprio atto lesivo”.

E’ passaggio conclusivo della richiesta di archiviazione che la Procura ha presentato al gip nell’ambito del fascicolo per omicidio preterintezionale in cui è appunto iscritta la trans per la morte ad aprile 2021 in un fosso a Sant’Andrea delle Fratte.

L’avvocato Francesco Gatti, che difende l’indagata, dice: “A nostro avviso, le determinazioni della Procura sono condivisibili. Atteso che sicuramente i familiari si opporranno, il gip valuterà se disporre o meno l’archiviazione per questa ipotesi di reato. Come detto, attendiamo serenamente lo svolgimento dell’udienza camerale, sicuri dell’innocenza della mia assistita, sulla base delle risultanze tecniche. Il tutto nel massimo rispetto del dolore della famiglia”.

Samuele è deceduto per un arresto cardiaco causato dalla pressione sul nervo vagale. I familiari del giovane sono pronti a fare opposizione alla richiesta di archiviazione.

2 Commenti

  1. Buongiorno,
    Da ciò che si evince dal comunicato del testo legato alla motivazione inerente alla richiesta di archiviazione della chiusura delle indagini del reato commesso nei confronti del giovane Samuele il quale ha perso la propria vita nel triste e tragico evento avvenuto il 16 Aprile 2021, in una circostanza dai tristi risvolti ed i cui riscontri sono purtroppo dolorosi e tali da lasciare indignati, spiazzati e mortificati,
    I meccanismi che avrebbero permesso di lasciare presagire che la vittima abbia subíto un aggressione tanto violenta quanto avente conseguenze letali, siano scaturiti da una colluttazione avvenuta fra quest’ultima ed il proprio aggressore il quale si è trovato a dover rispondere di un successivo rifiuto causato in primis da un atto provocatorio nei confronti di Samuele, il quale a sua volta ha provato a difendersi, anche se non espresso a chiare lettere; rifiuto scaturito da una mancanza di rispetto totale che il povero ragazzo avrebbe in primo luogo subíto e successivamente, rivolto e trasmesso, affrontando personalmente e correndo il rischio di trovarsi coinvolto in una circostanza i cui riscontri hanno lasciato un triste e forte vuoto nella comunità di appartenenza della vittima, oltre al dolore dei familiari soprattutto causato da una mancanza di estrema chiarezza che non ha fatto luce sulla vicenda, a distanza di oltre un anno.
    Per questo motivo scrivere pareri a riguardo diviene addirittura complicato, ma ciò non mi dissuade dal doverlo fare. Il testo spiega invece in modo maggiormente chiaro come non sia comprensibile che l’indagato avesse a disposizione alternative utili per sottrarsi ai colpi nel momento ciò significa che avrebbe potuto evitare di agire nel modo descritto se l’avesse desiderato; Infatti per quale ragione avrebbe agito in modo così vile e crudele, dal momento che avrebbe potuto evitare?
    Di certo per un rifiuto successivo.
    Se anche in un primo momento ci sia stato un comportamento consenziente da parte della vittima, il vile comportamento di possessione da parte dell’imputato non giustifica in alcun modo il reato commesso.
    Le conseguenze avvenute in seguito alla colluttazione quali lo strappamento dei capelli se anche potrebbero confermare l’avvenuto scontro diretto e frontale non giustificano un atto brutale come quello che ha causato la morte del ragazzo il quale a sua volta ha provato a difendersi da una forza ben maggiore della sua.
    Viene fatto riferimento di ulteriori effetti riscontrati, quali probabilmente i segni di ecchimosi riportati dall’aggressore che lasciano molto perplesso il mio punto di vista.
    Come avrebbe potuto un ragazzo riportare ferite tanto gravi al proprio aggressore se non sia stato munito di alcun mezzo per poterlo fare?
    Non è stato reso noto la rottura delle costole al punto tale da recarsi in Pronto Soccorso per il medicamento.
    In che modo un giovane che non aveva i mezzi di difesa avrebbe causato ciò?
    Penso che sia del tutto lecito difendersi da ciò che sia lesivo per la propria incolumità, anche solo come atto di difesa da una forte provocazione che la vittima avrebbe subíto a proprio scapito al punto tale da trovare addirittura un individuo che abbia esercitato una manovra dannosa e lesiva provocandone il soffocamento e lasciando un giovane appena ventitreenne abbandonato, in un fossato, in condizioni di non poter chiedere aiuto a nessuno in quel determinato momento, dal momento che l’aggressore avrebbe potuto farlo, invece avrebbe pensato tutt’altro, come difendersi, camuffare la circostanza, creare alibi!
    Tutto ciò seppur scaturito da uno scontro causato da un rifiuto successivo lascia fortissimi dubbi riguardo appunto un probabile alibi che avrebbe permesso che ciò avvenisse: Il rifiuto in sé avrebbe causato lo stato di agitazione che l’imputato non sarebbe riuscito a gestire né accettare.
    Spero veramente e mi auguro che tutti i dettagli non ancora chiariti riguardo le conseguenze della colluttazione vengano chiariti doverosamente e venga evitato ad ogni costo che l’atto di violenza gravissimo che ha precluso la perdita della vita di un giovane ragazzo, passi fra la quiete il silenzio e l’indifferenza.
    Grazie per l’attenzione.

  2. Buongiorno, desidero correggere la datazione in maniera precisa, riguardo il tragico evento avvenuto in Via Filippo Gualtieri, ovvero in data li 28 Aprile 2021.
    Saluti.

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