Cristian Pergolesi avrebbe compiuto 24 anni, e c’è chi vorrebbe riaprire l’incrocio della morte

Del direttore,
Marcello Migliosi
BASTIA UMBRA – Oggi Cristian Pergolesi, morto questa estate a Santa Lucia di Bastia Umbra in un incidente stradale, avrebbe compiuto 24 anni. Era nato il 29 novembre del 1990. La sua breve vita è finita contro un’auto che gli si è parata davanti, mentre viaggiava in sella ad una moto. La tragedia la ricorderete tutti, si consumò in quel “sanguinario” incrocio che si trova sulla Torgianese a Santa Lucia di Bastia Umbra. Una Ford Ka, uscita dalla SS 75 “Centrale Umbra”, nell’immettersi sulla strada fu presa in pieno dal giovane centauro.

Per scelta non scrivemmo nome e cognome, tanto dolore c’era nel cuore e negli occhi di quel padre che, seduto sotto la pioggia, vedemmo per un’ora e più  “cullare” il corpo, oramai privo di vita, del proprio figliolo.

Scegliemmo, dopo qualche ora, di tirar via dalle nostre pagine anche le iniziali. La morte porta con sé i corpi, ma non i ricordi. Quelli restano per sempre “scolpiti” nei cuori di chi perde qualcuno di caro. Restano “graffiati” nelle anime di chi resta in vita, aprendo ferite che non si rimarginano mai e che sanguineranno per sempre. Una città, Bastia, che in quella maledetta estate appena passata, ha pianto tante persone e tra loro anche quel Cristian che il 29 novembre 2014, noi di Bastia Oggi, vogliamo ricordare in occasione del suo compleanno.

Il sindaco Stefano Ansideri e il Consiglio Comunale presero una decisione coraggiosa e inoltrarono all’Anas la richiesta. Quell’incrocio andava messo in sicurezza ad ogni costo. Anche una sola morte è un tributo umano troppo alto da pagare a causa di chi aveva deciso di aprire uno svincolo in mezzo alle case. In mezzo alle abitazioni che, di fatto, impedivano e impediscono una buona visuale della strada e per questo incidenti a non finire, sangue versato e morte. Scriviamo “impedivano” perché, dopo un po’ di giorni, lo svincolo, in uscita per chi arrivava da Foligno sulla Centrale Umbra, fu chiuso.

Ha pero’  il sapore di una chiusura temporanea. Ci sono dei new jersey, delle transenne…sembra che, minacciosamente, sia lì in agguato pronto a riaprirsi, quell’incrocio di morte. E oggi noi scegliamo di usare nome e cognome di Cristian Pergolesi, unendoci agli amici di Facebook che gli augurano, dovunque egli sia, un buon compleanno. Lo ricordano, con i cuori tranciati dal dolore, ma vicini al loro amico scomparso.

Subito dopo l’incidente gli abitanti del posto erano furiosi. “Non se ne puo’ più, basta sangue, basta morte…chiudete l’incrocio”. Saggiamente, fu scelto di interdire l’uscita da Foligno, ma non l’entrata verso Perugia. Certo c’è più strada da fare per “arrivare dove si vuole arrivare”, ma la vita degli esseri umani, crediamo, vale ben più di qualche chilometro in più da percorrere.

Eppure non è così, su un quotidiano locale, proprio nel giorno del compleanno di Cristian – coincidenza di un destino beffardo e cattivo – esce un articolo dove un gruppo di persone, organizzate nel Comitato Svincolo Aperto (COSVA), ha fatto – c’è scritto – ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per riaprire l’uscita. Si tratterebbe di cittadini, professionisti e commercianti che si ritengono danneggiati dalla chiusura. Si lamenterebbero anche i dipendenti delle aziende che al mattino vanno al lavoro, a causa di un percorso più lungo da fare, come pure una impresa edile che sta costruendo in quella zona, prevede un danno futuro. Di qui, riporta il giornale, la richiesta di annullamento al Tar e di una sospensiva dell’atto dell’Anas che, di fatto, porterebbe alla immediata riapertura dello svincolo della morte. In alternativa una qualsiasi altra soluzione che tuteli gli interessi di chi ha presentato il ricorso, attraverso un rapido riesame dell’atto.

Chi vi scrive, quasi trenta anni fa lo faceva anche sulle pagine dello stesso giornale, che oggi riporta del ricorso del Cosva. E allora si scriveva già  che quello era un incrocio maledetto. Chiedeva all’allora assessore al traffico una soluzione immediata. La risposta fu uno specchio di quelli che dovrebbero farti vedere tutto e invece non ti fanno vedere un bel niente. Tutto qui. Ora cosa fare? Quale soluzione alternativa? Un’altra rotatoria? Provateci, alla peggio si ordinerà direttamente al bancone dei negozi dove si girerà con l’auto. Un altro senso di marcia? Quale, scusate? Senso unico verso Bastia o verso Torgiano. Cambia qualche cosa? Si muore lo stesso, da qualsiasi lato arrivi la botta.

Ah, già i dissuasori (a parte che a Bastiola li hanno già tolti) , vorremmo solo ricordare, segnatamente, che la moto condotta da Cristian si è trovata l’auto in mezzo alla sua corsia di marcia e non viceversa. Il problema non è solo di chi esce dallo svincolo, quindi, ma anche, e soprattutto, di chi passa sulla via e in qualsiasi direzione.

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