Giuliano Migno della Polizia Municipale di Bastia va in pensione

Giuliano Migno della Polizia Municipale di Bastia va in pensione

di Morena Zingales
Giuliano Migno della Polizia Municipale di Bastia va in pensione. «Per l’ultima volta tolgo la divisa che ho portato con onore e dignità per 27 anni». Con queste parole scritte su Facebook il Capitano della Polizia Municipale di Bastia Umbra, Giuliano Migno, lascia il suo posto di lavoro e, dopo aver maturato l’anzianità di servizio, va in pensione all’età di 63 anni.

Giuliano Migno ha cominciato la sua carriera come Agente e nel corso degli anni è diventato Maresciallo, poi Tenente e da ultimo, due anni fa, è stato promosso con il grado Capitano. E’ stato Parà della Folgore, vola con il deltaplano e le foto di Bastia Umbra dall’alto solo le sue.

Migno era il terrore di tutti i ragazzini che andavano sullo scooter. Molti giovani di allora in barba alle regole se lo ricorderanno sicuramente. Nessuno riesce a parlare male di lui e se lo fa, dopo un po’ si rinsavisce, perché Giuliano Migno è una persona eccezionale, di grande generosità. E’ molto apprezzato dai giovani, da coloro che hanno ricevuto una o più multe da lui. Una vita con la divisa e sempre sulla strada. Una persona che ha svolto il suo ruolo con imparzialità, con attenzione verso tutti, verso l’amministrazione e soprattutto verso la città.

A parlarne tanto bene di lui è proprio la sua Comandante, il Maggiore Carla Menghella: «Dopo una vita sulla strada io l’ho costretto a riciclarsi in un lavoro di ufficio. Al pensionamento del vicecomandante che c’era prima – ha detto il Maggiore -, io avevo tre ufficiali tra quali scegliere, tre persone tutte quante valide, io ho scelto lui. Ma la mansione del vicecomandante presuppone una presenza in ufficio e farsi carico di certe incombenze amministrative. In questa cosa è stato un leone in gabbia perché lui è uno operativo, da strada. Un impegno encomiabile, si è speso con tanto impegno ed energia nel suo lavoro e con tutte le sue capacità».

E poi ha aggiunto: Un po’ sono commossa è un po’ sono dispiaciuta, perché mi mancherà tanto la persona, mi mancherà il collega e un punto di riferimento importante. Migno è una persona capace, fidata che si faceva carico di tutto. Sono andata in ferie con la serenità e tranquillità che mi garantiva una persona come Giuliano Migno. Sono felice per lui, è molto attivo, ha praticato il volo e sono sicura che con il pensionamento non si metterà a casa in pantofole.

Comincerà sicuramente una nuova vita, una vita con le persone che piacciono a lui, giovani, perché lui è una persona fondamentalmente giovane, uno spirito giovane. Qualche momento di rimpianto lo avrà sicuramente, un po’ di difficoltà all’inizio, ma sono convintissima che rimarrà la persona energica e attiva e che investirà benissimo questo tempo che la pensione gli regala. Tutti noi gli vogliamo bene».

A sostituire Giuliano Migno presumibilmente sarà un collega di Bettona, in seguito alla convenzione con quel comune per il servizio associato di polizia locale.

Ha parole per lui anche il direttore di Bastia Oggi, Marcello Migliosi: «Giuliano, sarà forse perché proviene dal corpo dei Parà dell’Esercito Italiano o perché è proprio una sua caratterialità, è un uomo che se dà la sua amicizia sai che è per sempre. La sua, sotto una robusta armatura da poliziotto, è una di quelle caratterialità rare a trovarsi. Colpisce l’immensa generosità umana, la sua attenzione verso le persone deboli, i giovani in difficoltà.

Un uomo, un amico, sul quale sai di poter sempre contare. Sì un tutore dell’ordine, ma un professionista serio e generoso, a tal punto, da attraversare mezza Italia per andare a recuperare un giovane in difficoltà. Capirete bene che, l’affetto che mi lega al Capitano volante, va ben al di là della componente epidermica che a 63 anni te ne fa apprezzare il grande coraggio.

Burbero in apparenza, intransigente quanto basta, Giuliano ha una sua saggezza innata da avvicinarlo nel comportamento a figure ispirate dal codice del Bushido. La divisa, Capitano, non potrai mai togliertela di dosso. Chi l’ha indossata, come hai fatto tu, la porterà addosso per sempre, come un pezzo di cuore, quel cuore che hai sempre usato nella tua professione. Per dirla alla Charles Baudelaire in Albatros e senza filologia, Capitano, bando alle ciance, è ora di levar le ancore!»

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