Fattura elettronica, ecco perché le Pmi umbre rischiano il crac

 
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Fattura elettronica, ecco perché le Pmi umbre rischiano il crac

Fattura elettronica, ecco perché le Pmi umbre rischiano il crac

Zaffini e Prisco (FdI): ‘Difendiamo le imprese. Il governo vorrebbe pagare i fannulloni del reddito di cittadinanza con maggiori introiti dalle Partite Iva’. Fratelli d’Italia contro la fatturazione elettronica tra soggetti con Partita Iva e la burocrazia che blocca le imprese. Sono stati questi i temi di cui si è discusso ieri alla Sala della Consulta di Bastia Umbra. All’incontro, insieme al senatore Franco Zaffini e al deputato Emanuele Prisco, sono intervenuti il parlamentare Francesco Acquaroli, componente della Commissione finanze, il sindaco Stefano Ansideri, il presidente del consiglio Stefano Santoni, il coordinatore comunale di FdI Milena Gabrielli e la commercialista Valeria Morettini.

Lo Stato dovrebbe sostenere l’economia e semplificare la vita dei lavoratori ma in questa maniera rischiano di chiudere le piccole realtà produttive che vogliamo difendere a ogni costo poiché rappresentano quello che resta dell’economia  dell’Umbria – hanno detto Zaffini e Prisco -.

FdI sta dalla parte delle imprese, provvedimenti declamati in nome della semplificazione nella realtà si traducono in autentiche complicazioni per il mondo delle Pmi e delle partite Iva oltre che in un aggravio di costi e tasse”.

Ha aggiunto il senatore Zaffini: “Nei conti trasmessi all’Europa il governo ha postato ben due miliardi come maggior gettito prevedibile derivante dall’applicazione della fatturazione elettronica; sostanzialmente servono a pagare il reddito di cittadinanza, quindi, in altre parole, le partite Iva che con mille sacrifici tengono in piedi l’economia italiana dovrebbero pagare nullafacenti senza pensieri che guadagneranno 780 euro netti di reddito di cittadinanza”.

Domani, in piazza Montecitorio, è in programma una manifestazione e una raccolta di firme per chiedere che la fatturazione elettronica sia obbligatoria solo per le prestazioni sopra i 10 mila euro e che sia posticipata per le piccole imprese al 2022. 

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