Il bilancio consuntivo 2023 è stato respinto a maggioranza dei votanti

Sindaco Lungarotti, Presidente Provvidenza e Vicesindaco Morettini

Il bilancio consuntivo 2023 è stato respinto a maggioranza dei votanti

Il bilancio consuntivo 2023 è stato respinto a maggioranza dei votanti

Era già tutto previsto! Uno spettacolo indegno e una condotta pericolosa è quello che ha saputo fornire l’opposizione del consiglio comunale, attualmente in maggioranza, in chiusura di questa legislatura. L’ultimo atto, il bilancio consuntivo 2023, è stato respinto a maggioranza dei votanti: alla base di questo esito c’è la volontà di mettere in minoranza l’amministrazione Lungarotti per mero scopo propagandistico, pensando di condannare le scelte politiche adottate in questo mandato. Nulla di più fuorviante: chi ha avuto questi pensieri è andato inesorabilmente fuori tema.

Il bilancio consuntivo, a differenza di un preventivo o del Documento Unico di Programmazione, è un atto prevalentemente tecnico, in cui si rendiconta l’attività degli uffici nel realizzare le linee di mandato politiche dell’amministrazione. E’ un documento che parla al passato, il quale per sua stessa natura è immutabile, quindi una sua bocciatura non può avere alcuna modifica dell’operato, per sua stessa costituzione. E inoltre, come se non bastasse, nella trattazione del punto ci sono stati interventi privi di ogni logica, se non quella della becera e sterile contrapposizione politica fine a sé stessa.

Ad esempio è stato denunciato di non riuscire ad individuare un’opera posta in essere dall’attuale amministrazione per la quale la stessa potesse essere ricordata, mentre è sufficiente citare il restyling di Piazza Mazzini, il lavoro di Via Roma e la ristrutturazione del palazzetto dello sport cittadino (che finalmente sarà a norma), punte di diamante di una rigenerazione urbana mai vista in città.

Altri interventi puntano il dito sulle risorse non spese non ricordandosi, pur conoscendo la materia, che l’esecuzione dei lavori non va di pari passo con la loro liquidazione, ma si opera per Stati di Avanzamento dei Lavori. Altri ancora pongono la venuta meno appartenenza all’amministrazione alla base del voto contrario, scordandosi che per tutto il 2023, annualità a cui si riferisce il bilancio consuntivo, gli stessi hanno attivamente partecipato alle sorti cittadine: quindi un’autobocciatura che ha buttato via il bambino assieme all’acqua (supposta) sporca.

Cosa peggiore, con la eco di una controparte politica che cade negli stessi errori, nel goffo e veemente tentativo di porsi sul pulpito. La mancata approvazione del consuntivo di norma comporterebbe conseguenze gravi in seno ad una amministrazione, che possono portare allo scioglimento del consiglio e all’indizione di elezioni anticipate: questo scenario non potrà verificarsi, dato che il mandato è ormai concluso e il voto imminente. Pertanto il respingimento della delibera si tramuta in una vittoria di Pirro, inutile, e se gli autori richiameranno sicuramente un millantato senso di responsabilità, all’atto pratico viene decretata la mancanza di attributi per non essersi assunti l’onere di concludere anzitempo la consiliatura, pur avendone le possibilità.

Un’ulteriore ripercussione, questa effettiva e immediata, è il mancato ottenimento del premio di produzione ai dipendenti per il lavoro svolto, quei dipendenti sempre lodati in consiglio comunale ad opera di chi poi ne ha decretato la bocciatura oggi, col proprio voto: ulteriore comprova di mancata conoscenza delle reali conseguenze della propria azione amministrativa.

Contro l’onestà, la serietà e la coerenza politico-amministrativa, è prevalsa la convenienza di giustificare agli occhi della comunità che li guarda interdetti, la ritrovata amicalità verso chi per tutta la legislatura è stato all’opposizione in maniera cruenta e senza sconti. Non c’è coerenza, non c’è giustificazione per bocciare il bilancio consuntivo, i numeri parlano chiaro: è un bilancio solido perché non c’è stato nel corso dell’anno anticipazioni di cassa; perché c’è un indebitamento contenuto rispetto alle opere importanti in realizzazione; perché c’è un attivo di bilancio importante che viene lasciato alla prossima amministrazione, nel 2009 quando subentrò l’amministrazione Ansideri c’erano pochi centesimi, si lascia un più che discreto avanzo di amministrazione, più di un milione di euro, da investire nel prossimo futuro; il bilancio di quest’anno, come sempre prevede una tassazione contenuta; l’aspetto più importante è che anche quest’anno, come per tutti gli altri, anche con l’amministrazione di centrodestra di ieri, una parte importante della spesa corrente è stata dedicata al settore sociale a riprova della sensibilità di questa amministrazione.

Rispetto a questi risultati, non si poteva non approvare il bilancio consuntivo. Questo teatrino offerto il 30 aprile, fa il paio con l’altro comportamento tenuto nella seduta precedente, dettato dagli stessi errati presupposti ma con ripercussioni potenzialmente ben più gravi: un atto del consiglio è stato approvato a maggioranza, nonostante il parere negativo dell’ufficio comunale competente. Gli autori di questo gesto sono gli stessi di quello precedente, e viene fornito un quadro a tinte fosche di un possibile governo gestito da questi soggetti, in cui la scelta politica va in barba alla legittimità dell’operato amministrativo.

E’ uno scenario che i cittadini di Bastia devono scongiurare a tutti i costi con il proprio voto, mai prezioso come in questa occasione, per sancire un buon governo e confermarne la sua continuazione, scacciando le sirene di un’amministrazione capricciosa, inaffidabile e basata sui personalismi. Spoiler: la prossima consiliatura, di qualunque composizione essa sarà, nei primi consigli comunali approverà il bilancio consuntivo senza modificare nemmeno una virgola rispetto a quanto portato all’attenzione del consiglio comunale uscente, anche solo per essere nelle condizioni di poter spendere il già citato avanzo di gestione.

Non siamo stati noi a tradire la politica che aleggia tra gli scranni del Consiglio Comunale, ma i biechi interessi personali che in nome di una campagna elettorale denigratoria che disconosce quanto fatto e deciso in quattro anni e mezzo di legislatura in cui la maggioranza di allora ha sempre deciso con spirito di partecipazione democratica, al punto di dimenticare anche gli impegni più ovvi, assunti ieri da approvare oggi. Molto grave quanto accaduto, segno di personaggi politici che non hanno più valori e visioni, ma solo la necessità di navigare, per convenienza, qui e ora.

/Paola Lungarotti, Giulio Provvidenza, Valeria Morettini.

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