Pd, suggerimenti su Piano Regolatore Generale di Bastia Umbra

Il Documento Programmatico presentato dall'attuale Amministrazione lascia ancora aperti alcuni nodi centrali

Pd, suggerimenti su Piano Regolatore Generale di Bastia Umbra

Pd, suggerimenti su Piano Regolatore Generale di Bastia Umbra BASTIA UMBRA – Nel corso degli ultimi 15 anni, a partire dall’amministrazione Lombardi e nel corso delle ultime due sindacature, si è ampiamente dibattuto circa il nuovo PRG che la città attende ormai da anni. Il Documento Programmatico presentato dall’attuale Amministrazione lascia ancora aperti alcuni nodi centrali. Dall’inizio del processo di revisione del PRG le condizioni socio-economiche sono totalmente e radicalmente cambiate. La più grave e perdurante crisi economico-finanziaria che la storia contemporanea abbia mai conosciuto, ha determinato una drastica riduzione del PIL con durature fasi di decrescita economica, seguite da un lungo periodo di stagnazione e, solo recentemente, da una timida ripresa. E questo quadro macroeconomico è destinato, purtroppo, a perdurare ancora per i prossimi 10-15 anni.

Venendo ad un’analisi socio-economica della nostra realtà territoriale – analisi carente nel documento programmatico – è evidente come gli effetti della crisi su Bastia siano stati estremamente pesanti.

La nostra città è passata dall’essere un catalizzatore, un polo attrattivo di lavoro, che ha visto lo sviluppo di fabbriche e industrie, cui è seguito un sostenuto incremento demografico rappresentato dai tantissimi lavoratori che qui trovavano un’occupazione con la nascita di quartieri residenziali quali Borgo I Maggio, Villaggio XXV Aprile, Cipresso, ad un desolante manifesto della crisi, con la chiusura di numerose attività economiche e commerciali, che ha determinato la perdita di posti di lavoro e, nel corso degli ultimi anni, una riduzione sinora mai registrata della popolazione.

Tant’è che uno dei settori che nella nostra città ha particolarmente risentito della crisi è costituito proprio dal settore edile: gli unici interventi che è possibile registrare sono rappresentati da ristrutturazione edilizie e rimangono tuttora sulla carta numerosissimi interventi previsti sia nelle zone B di completamento che nelle zone R di ristrutturazione.

La Bastia, intesa come realtà socio-economica dinamica di 20-30 anni fa, non esiste più. In questo contesto è impensabile andare ad ipotizzare, come le previsioni legislative regionali consentirebbero, l’edificazione di ulteriori 72ha in un territorio di soli 29km 2 , di cui circa 11,5 già costruiti, quando non solo a livello nazionale si sta andando verso l’approvazione di una legislazione orientata alla sostenibilità ambientale con la previsione del consumo zero del territorio, ma quando risultano essere già ampiamente eccessive le migliaia di cubature già previste e approvate in passato e non ancora realizzate.

Pertanto il Partito Democratico di Bastia propone i seguenti suggerimenti al Documento Programmatico:

A) rinunciare a sfruttare l’opportunità data dalla legislazione regionale vigente di prevedere la possibilità di ulteriore urbanizzazione fino ad un massimo del 10% delle cubature presenti nel PRG 1997 (ulteriori 72ha) e orientarsi con forza al concetto di consumo zero del territorio;

B) eliminare dalle previsioni avanzate in seno al Documento Programmatico ogni nuova cubatura ipotizzata sull’area del Parco agricolo del Sistema Centrale rientrante sulla zona di tutela del cono panoramico di Assisi e su ogni altra area agricola di pregio paesaggistico;

C) ridefinire con i costruttori soluzioni alternative sia sulle aree di ristrutturazione che su quelle di completamento non ancora realizzate in un’ottica di sostenibilità dello sviluppo della città;

D) ricercare sinergie con i Comuni limitrofi per la realizzazione di opere infrastrutturali di viabilità di confine quali il bypass di attraversamento nord-sud (da SS75 a Campiglione) e la nuova Stazione ferroviaria per il treno metropolitano di servizio per l’Aeroporto Perugia – San Francesco;

E) ridefinire, alla luce delle limitate risorse economiche disponibili, il quadro delle priorità delle opere pubbliche.

1 Commento

  1. Sono tutte ipotesi condivisibili, Bastia ha una viabilità riscontrabile solo in luoghi sottosviluppati. Basta aprire gli occhi per vedere l’effettiva realtà e non fantasticare ipotesi futuristiche di comodo. Gli uomini passano, ma i loro atti concreti restano, la speranza del cittadino è quella di non essere privato delle sue libertà per questioni poco “edificabili”.

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