Pronta la Bozza di Convenzione sul Social Housing
Martedì 12 marzo, alle ore 17 si riunirà nella Sala della Consulta la II^ Commissione consiliare per esaminare la bozza di Convenzione sull’attuazione del Social Housing, già messa a disposizione dei consiglieri comunali. La bozza contiene i criteri fondamentali che, nel rispetto della legge istitutiva del Social Housing, rappresenteranno le regole di assegnazione degli alloggi. I criteri dettati dalla convenzione dovranno essere inseriti dal Gestore incaricato dalla proprietà degli immobili (ABN NETWORK SOCIALE) nel Bando di Concorso per l’assegnazione degli appartamenti.
La convenzione contiene i requisiti Oggettivi (come, ad esempio, il limite minimo e massimo di reddito familiare, non essere già proprietario di alloggio adeguato) e quelli Soggettivi degli aspiranti assegnatari (appartenere a determinate categorie sociali come, ad esempio, famiglie monoparentali, genitori separati con figli, giovani coppie o anziani).
“L’esame preventivo della II^ Commissione consiliare – ricorda il Sindaco Stefano Ansideri – nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale consentirà di condividere pubblicamente i principi alla base del Social Housing a Bastia Umbra. L’intervento rappresenta un importante passo avanti nel processo di riqualificazione di un’area industriale in dismissione, sita nelle immediate vicinanze del Centro Storico. L’obiettivo di questa operazione è quello di venire incontro alle categorie sociali svantaggiate, che non riescono ad accedere al mercato libero dell’edilizia residenziale a causa delle difficoltà di accesso al credito e per la presenza, ancora molto diffusa, del lavoro precario.
La possibilità di residenze in affitto calmierato, affitto riscatto o vendita diretta – conclude il Sindaco – offrirà a molte famiglie, soprattutto residenti nel nostro Comune, l’opportunità di abitare in un nuovo quartiere con numerosi servizi, in appartamenti di Classe energetica A3, a pochi passi dal centro-città, dalla stazione, a ridosso del Parco fluviale e del Percorso verde”.




Altro inutile MOSTRO
Oltre 500 stabili tra appartamenti e negozi vuoti ancora
si continua a costruire.
io aggiungerei che sono 2 anni consecutivi che a Bastia diminuiscono i residenti e con una zona industriale che palesemente è in “difficoltà” non si capisce cosa abbia spinto l’amministrazione nel voler far costruire un’opera impattante che sicuramente non era necessaria… anche perchè è un dato di fatto che verrà gente da fuori Bastia, trovare 500 Bastioli che andranno a risiedere da Franchi è numericamente impossibile!!!
che poi si vogliano chiamare case popolari o con un più moderno alloggi sociali poco cambia!!!
intanto del sottopasso non si sa più niente!!!
Il sottopasso appartiene al progetto “Social Mockery”.
Così si incentiva solo l’ulteriore presenza di extracomunitari, che già da tempo stanno creando notevoli difficoltà alla nostra comunità. Io vorrei sapere quale bastiolo doc vorrà vivere in questo inutile agglomerato di cemento….Perché invece non riqualificare le tante zone ormai lasciate al degrado?…credete forse che eventuali nuovi occupanti di questa aberrazione edilizia, che non hanno radici sul territorio, che non condividono il nostri valori, potrebbero riqualificare il territorio??? Ponete questa domanda a chi negli ultimi anni sta assistendo all’ invivibilita’e alla perdita di tranquillità del nostro vivere quotidiano….Bastia è deve restare un luogo dove i cittadini devonon sentirsi tranquilli, dove le parole come furti in appartamento, rapine, degrado comunitario non devono entrare a far parte del quotidiano. FERMIAMO questo scempio finché ne abbiamo la possibilità.