Donazioni essenziali per sostenere chi è in difficoltà
Perugia, 31 marzo 2025 – Per la prima volta, il Banco Alimentare dell’Umbria ha preso parte alla 56° edizione di Agriumbria, un evento voluto fortemente da Umbriafiere, come sottolineato dal presidente Stefano Ansideri. La partecipazione si inserisce nel più ampio progetto dedicato all’educazione alimentare e alla lotta contro lo spreco. Ansideri ha dichiarato che è fondamentale mantenere alta l’attenzione su questo tema cruciale del nostro secolo.
Nel corso della fiera, il Banco Alimentare ha invitato le aziende partecipanti a contribuire con le loro eccedenze alimentari, in risposta all’attuale situazione di crisi. Al termine della manifestazione, sono stati raccolti circa 250 kg di prodotti invenduti, pronti per essere donati a enti caritatevoli di Bastia, evitando così che questi alimenti andassero sprecati. Sebbene la quantità possa sembrare modesta, ciò che ha davvero colpito è stata la disponibilità e l’impegno degli espositori e delle attività commerciali, che hanno accolto con entusiasmo l’invito a donare.
Un importante passo avanti è stato compiuto grazie al convegno “Lotta allo spreco alimentare ed Educazione Alimentare”, svoltosi il 29 marzo al Centro Congressi Maschiella. Durante l’incontro, rappresentanti di enti caritatevoli, associazioni di categoria e espositori hanno analizzato i risultati di un’indagine sulle eccedenze e sullo spreco alimentare nell’industria della trasformazione, condotta dal Food Sustainability Lab della School of Management del Politecnico di Milano, con un’integrazione della Fondazione per la Sussidiarietà. Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare ETS, ha evidenziato la crescita della povertà in Italia, con 5,7 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà assoluta. Bruno ha lanciato un appello alle aziende presenti a donare le loro eccedenze durante l’evento, auspicando che questa pratica diventi parte integrante delle loro politiche aziendali, con chiari benefici in termini di sostenibilità.
I dati aggiornati al 2024 relativi al progetto triennale di ricerca della Fondazione Banco Alimentare, mirato a esplorare il tema delle eccedenze e delle donazioni nella filiera agroalimentare, hanno rivelato che, tra le 1.812 imprese analizzate, oltre il 22% delle 8.197 aziende del settore con più di nove dipendenti ha donato nell’ultimo anno 139.000 tonnellate di eccedenze. Nello specifico, le industrie della trasformazione alimentare, in particolare pasta e prodotti da forno, si sono distinte per generosità. Giovanni Bruno ha sottolineato che la pratica della donazione di eccedenze alimentari è ben radicata nell’industria italiana, con molte imprese che effettuano donazioni consistenti e regolari grazie a un’efficace gestione delle eccedenze.
Il Banco Alimentare dell’Umbria, attivo dal 1996 e presieduto da Valter Venturi, ha distribuito nel 2024 oltre 1.450 tonnellate di alimenti a 24.828 persone bisognose attraverso 211 organizzazioni territoriali convenzionate, tra cui Caritas, Croce Rossa e Banchi di Solidarietà. Gli alimenti provengono da fondi europei e nazionali, aziende agroalimentari e dalla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che ha visto la partecipazione di oltre 2.200 volontari. Quest’anno, il 16 novembre, sono state raccolte 156 tonnellate di alimenti in 296 punti vendita, inclusi 12 scuole e 3 case circondariali.
Il Banco Alimentare gestisce le sue operazioni attraverso una rete di circa 40 volontari e quattro dipendenti, tra cui un direttore e due magazzinieri. Tra i progetti attivi, il servizio “Siticibo”, che dal 2022 raccoglie quotidianamente eccedenze di cibo cotto e fresco da 48 supermercati, garantendo che i prodotti recuperati siano consegnati alle strutture caritative vicine, nel rispetto delle normative igienico-sanitarie.
Il Banco Alimentare dell’Umbria continua a essere un faro nella lotta contro lo spreco alimentare e a favore della solidarietà sociale, dimostrando come la collaborazione tra imprese, enti e volontari possa fare la differenza in un contesto di crescente difficoltà economica per molte famiglie.

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