Valorizzare la Carne Bovina: Un Impegno dell’ANABIC

Valorizzare la Carne Bovina: Un Impegno dell'ANABIC

Valorizzare la Carne Bovina: Un Impegno dell’ANABIC

L’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne (ANABIC) si impegna a comunicare il valore autentico della carne bovina ai consumatori.

L’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne (ANABIC), guidata dal direttore Stefano Pignani, ha riconosciuto la necessità di comunicare in modo più efficace il valore autentico della carne bovina ai consumatori. Questo passo è essenziale per contrastare le informazioni distorte e scorrette che attaccano il settore. “Stiamo già lavorando con altri attori della filiera per identificare iniziative e strategie specifiche”, afferma Pignani.

Il recente successo di AgriUmbria, dove i maestosi bovini da carne delle razze autoctone italiane rappresentate da ANABIC hanno avuto un ruolo di protagonista, ha rafforzato la consapevolezza dell’importanza di coinvolgere il consumatore in un percorso di conoscenza più approfondito. Questo è fondamentale per superare le barriere che un’informazione distorta e spesso scorretta sta cercando di innalzare.

Pignani traccia un bilancio positivo della 55ma edizione di AgriUmbria, la rassegna agrozootecnica più importante del Centro-Sud Italia, che quest’anno ha battuto tutti i record di visitatori, superando le 85mila presenze. “I magnifici esemplari di razza Chianina e Romagnola che hanno partecipato alle Mostre Nazionali organizzate all’interno di AgriUmbria hanno saputo attirare il pubblico delle grandi occasioni”, sottolinea Pignani.

Di particolare interesse sono stati i convegni dedicati alla carne bovina, che hanno accolto gli interventi dei massimi esperti del settore. Da questi eventi è emersa la necessità di coinvolgere il consumatore in un percorso di conoscenza più approfondito, capace di trasmettere l’importanza della carne bovina nell’alimentazione umana e la sua produzione per la sostenibilità ambientale, economica e sociale di territori da sempre vocati all’allevamento di queste razze.

“È un aspetto prioritario perché rimanda alle tradizioni, al legame culturale che unisce gli allevatori alla loro terra, alla passione che dedicano al loro lavoro e agli animali che allevano”, continua Pignani. “Sarebbe un errore e un danno per la società dimenticarsene, perché allevare il bestiame richiede un impegno e una abnegazione difficilmente riscontrabili nella maggior parte delle attività”.

Pignani sottolinea che il benessere animale nei nostri allevamenti non è un concetto aleatorio ma è una realtà. L’introduzione dell’innovazione tecnologica unita alle antiche tradizioni contribuisce a ridurre l’utilizzo del farmaco a favore della lotta all’antibioticoresistenza. I pascoli dove la maggioranza del bestiame vive e si alimenta sono gestiti con attenzione e contribuiscono attivamente a tutelare la biodiversità e la sostenibilità ambientale.

“Partendo da queste certezze, ANABIC si è già messa al lavoro per individuare, insieme agli altri importanti attori della filiera, le iniziative che le potranno supportare sviluppandole concretamente per poi condividerle con i cittadini”, conclude Pignani. “È un impegno a cui non ci sottrarremo pur sapendo che il consumo della carne di qualità ottenuta dalle razze ANABIC rappresenta una quota minoritaria: ma è proprio per questa sua caratteristica di unicità identitaria di interi territori italiani che va tutelata e valorizzata”.

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