Gruppo di ragazzini sul tetto del Palasport Giontella, tutti in Commissariato

Gruppo di ragazzini sul tetto del Palasport Giontella, tutti in Commissariato

Gruppo di ragazzini sul tetto del Palasport Giontella, tutti in Commissariato Un gruppo di cinque ragazzi di 13 anni si è arrampicato, oggi pomeriggio, sul tetto del Palazzetto dello sport di viale Giontella. Qualcuno che ha visto questo pericolosissimo “gioco” ha chiamato la Polizia di Assisi. Una pattuglia della squadra volante del Commissariato, diretto dal vice questore aggiunto, Francesca Domenica Di Luca, si è fiondata sul posto.

I cinque scapestrati, con le dovute accortezze, sono stati fatti scendere dal telaio metallico celeste del PalaGiorntella e sono stati accompagnati nella sede della polizia di Stato ad Assisi.

E’ da tempo, di fatto, che si sente dire di ragazzini – con il gusto pericoloso del rischio – che si arrampicano sopra al tetto della struttura sportiva. E, finalmente, è intervenuta la polizia.

Le prime voci di quello che, a tutti gli effetti può essere considerato un pericolosissimo parkour, erano cominciate a circolare subito dopo la tragedia che, in un campetto adiacente al palazzetto dello sport, vide morire (agosto 2015) Antonio Perrella un 15 enne campano che finì schiacciato dal palo di sostegno della rete di protezione del campetto.

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C’è chi, nonostante ai tempi della tragedia negasse l’evidenza, parlava da tempo di chi (e non era il caso della giovane vittima) è solito salire di nascosto sul tetto del palazzetto dello Sport. Per fortuna, questa volta, è arrivata la Polizia e speriamo proprio che episodi del genere non abbiano più a ripetersi in futuro.

 

CHE COSA E’ IL PARKOUR

Il parkour o l’arte dello spostamento è un metodo di allenamento completo ma anche una vera e propria arte. Per alcuni è una base di partenza, per altri soprattutto cura della velocità e sicurezza. Ecco tutto quello che c’è da sapere e i consigli dell’esperto

Un uomo che corre e nessun ostacolo lo può fermare: l’immagine più adatta ad evocare, nel suo insieme, ciò che conosciamo come parkour, dal francese “percorso”. La cosiddetta “arte dello spostamento“, il muoversi da un punto all’altro nella maniera più rapida possibile, utilizzando solo il corpo umano. Una disciplina sportiva completa, ma è anche una filosofia di vita, e in molti casi una vera e propria arte che in Italia sta facendo sempre più proseliti.

Ne parliamo con Davide Polli, trainer e presidente della ASD Parkour Milano che gestisce i corsi di parkour e freerunning nella palestra Total Natural Training (Via Val Maira, Milano), una delle pochissime in Italia attrezzata per l’insegnamento di questa disciplina urbana.

C’è un vero e proprio boom del parkour eppure in Italia sono ancora poche le strutture adatte all’allenamento…
Il parkour nasce come attività di strada, ma la pratica e i rudimenti si possono imparare anche indoor. In Italia ci sono diverse associazioni che si occupano di parkour e a livello di strutture noi ci posizioniamo tra i fondatori e siamo l’associazione più grande in Italia. L’idea del nostro impianto si è sviluppata dal concetto del “Metodo naturale” di George Hébert, un metodo di allenamento che si basa sulle 5 attività primarie che l’essere umano deve svolgere per sopravvivere in natura: corsa, arrampicata, salto, nuoto e lotta. Corsa, arrampicata e salto si racchiudono in quello che oggi chiamiamo parkour.

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