Piano Franchi, interpellanza Renzini: «Il comune chiarisca una volta per tutte»

 
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Piano Franchi, interpellanza Renzini: «Il comune chiarisca una volta per tutte»
Piano Franchi, interpellanza Renzini: «Il comune chiarisca una volta per tutte»

Piano Franchi, interpellanza Renzini: «Il comune chiarisca una volta per tutte»
Fabrizia Renzini, Consigliere Comunale del “Gruppo Misto”, interpella il Sindaco, Stefano Ansideri e l’Assessore all’Edilizia ed Urbanistica Francesco Fratellini, affinché chiariscano e forniscano al comune di Bastia e ai cittadini la situazione dettagliata sull’avvio al cantiere del sottopasso di Via Firenze e di tutto il Piano Franchi, comprese le opere di urbanizzazione, l’edificio a destinazione commerciale e la social housing.

«Tutti i piani che interessano aree attraversate da fiumi sono soggetti al PAI (Piano di Assetto Idrogeologico).Scrive l’avvocato Renzini nel documento.

Il PAI – aggiunge – è stato istituito nel 1990 e nel corso degli anni ha avuto degli aggiornamenti. Quando ad una normativa si portano degli aggiornamenti ci sono sempre delle norme transitorie che devono disciplinare la vecchia e la nuova situazione».
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Il motivo di questa interpellanza è quello di informare la cittadinanza in modo chiaro sulla fattibilità della riqualificazione urbana e viaria del territorio, il cui cantiere si sarebbe dovuto aprire entro dicembre 2013, secondo le garanzie fornite dal Sindaco, anche a mezzo stampa, sin dal settembre 2013. «A distanza di due anni – continua il consigliere – questo cantiere ancora non si vede e non sappiamo tra l’altro se i tre permessi depositati e riferiti a sottopasso, area commerciale e urbanizzazione Via Firenze, verranno ritirati».

Nel Consiglio Comunale del 13 ottobre è stata discussa l’interrogazione presentata dal consigliere del Gruppo Misto: ‘P.A.I.M. – Zona di ristrutturazione “R2” Franchi e aree limitrofe’. La risposta dell’Assessore Francesco Fratellini secondo la Renzini «non è idonea a fare dovuta chiarezza sull’oggetto dell’interrogazione e cioè sulla fattibilità, in termini economici e temporali, del Piano de quo, con particolare riferimento alla realizzazione del sottopasso di Via Firenze».

L’Assessore all’Edilizia ed Urbanistica – secondo quanto riportato nell’interpellanza di Renzini dichiarava: «…la questione del PAI, e cioè dell’esondazione del Tescio, non interessa al momento questo Piano in quanto le norme di salvaguardia prevedono che i piani approvati e convenzionati – e questo Piano lo è ! – sono fatti salvi dalla normativa, previo parere dell’Autorità competente….»;

Il Piano Franchi è stato convenzionato nell’ottobre 2013. «Le norme tecniche di attuazione interessate – ribadisce Renzini – sono due, quella del 2012 entrata in vigore nell’aprile 2013 e quella del 2015 che ha introdotto come fiume soggetto a norme di sicurezza anche il Tescio, mentre quella del 2012 prevedeva solo il Chiascio».

La normativa del 2012 entrata in vigore nel 2013 contiene una norma transitoria, l’articolo 47 e cioè:

«Le norme di sicurezza non si applicano a tutti quei piani che alla data di entrata in vigore (aprile 2013) erano stati convenzionati, ma il Piano Franchi è stato convenzionato dopo, nell’ottobre 2013, quindi tutte le problematiche del Chiascio si applicano al Piano Franchi, perché non è soggetto a questa norma di salvaguardia».

«Nell’aggiornamento del 2015, peraltro, questa norma di salvaguardia non è riportata e – replica l’avvocato – ancora si aspetta di capire che fine deve fare il Tescio, sembrerebbe rendersi necessario adottare misure di sicurezza maggiori, riguardanti anche la problematica dell’esondazione. La cosa più semplice da fare sarà un contenimento dell’argine».

Il Piano Franchi quindi è soggetto all’applicazione di tutti i principi dettati in materia di sicurezza, di prevenzione ed esplorazione dei fiumi.

«Un’aministrazione Comunale – conclude Renzini – non può permettersi di dare ufficialmente ed in sede istituzionale risposte parziali o comunque non rispondenti ad una corretta esegesi della normativa in vigore, o quantomeno non supportate da dichiarazioni ufficiali da parte degli Enti preposti volte a chiarire l’esatta applicazione di strumenti normativi al Piano che interessa».

Piano Franchi – l’interpellanza

 

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