Il silenzio dell’Assessore Ansideri agita il borgo di Bastia
I consiglieri comunali: Catia Degli Esposti e Fabrizio Raspa (Civica per Bastia); Giulio Provvidenza (Paola Lungarotti Sindaco); Moreno Ricci (Gruppo Misto – Forza Italia); Stefano Santoni e Francesca Sforna (Fratelli d’Italia).
BASTIA UMBRA, 13-02-2026 – Il cantiere infinito di via San Francesco e delle zone limitrofe diventa un caso politico incandescente. A un anno esatto dall’interruzione delle operazioni di manutenzione straordinaria, avvenuta nel febbraio 2025, l’Amministrazione comunale si trova sotto il fuoco incrociato delle critiche per l’assenza di un piano di ripartenza concreto. Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, le opposizioni hanno incalzato la Giunta con una serie di interrogativi tecnici e finanziari rimasti, di fatto, senza risposta. La mancanza di dati aggiornati su costi e tempistiche sta alimentando un clima di incertezza che preoccupa non solo le forze politiche, ma l’intera cittadinanza, vittima di un’opera pubblica ferma al palo senza una data di fine lavori all’orizzonte. Il disagio per i residenti è palpabile, trasformando un intervento di miglioramento urbano in una ferita aperta nel tessuto della città.
Al centro della bufera è finito l’Assessore Paolo Ansideri, titolare della delega alle Alberature e ai Viali Monumentali. Il suo silenzio durante il dibattito consiliare è stato definito “politicamente inaccettabile” dalle forze di minoranza, considerando che l’intervento coinvolge direttamente la tutela del patrimonio arboreo storico della via. La mancata presa di posizione di Ansideri viene letta come un segnale di imbarazzo istituzionale su una vicenda che tocca punti sensibili della gestione del verde pubblico. I cittadini chiedono chiarezza su chi debba assumersi la responsabilità delle decisioni tecniche e dei ritardi accumulati, in un contesto in cui il dialogo tra uffici e organi politici sembra essersi interrotto, lasciando i residenti in un limbo di incertezze.
L’Amministrazione ha tentato di giustificare lo stallo definendo l’intervento come “sperimentale” e “senza precedenti”, ammettendo implicitamente di aver bloccato un appalto già avviato senza avere in mano una soluzione alternativa valida. Questo vuoto progettuale porta con sé conseguenze pesanti: il quadro economico originario risulta quasi esaurito e non è ancora chiara la copertura finanziaria all’interno del Bilancio 2026. La scelta di modificare radicalmente l’impostazione dei lavori a cantiere aperto espone l’Ente a rischi legali ed economici gravissimi, come possibili contenziosi con l’impresa affidataria e richieste di revisione prezzi, configurando potenziali profili di responsabilità amministrativa per danno erariale che potrebbero gravare sulle casse comunali per gli anni a venire.
La comunità si trova di fronte a un’opera incompiuta che mette a rischio non solo il decoro urbano, ma anche la stabilità finanziaria del Comune. Senza una variante progettuale formalmente redatta e senza un cronoprogramma certo, la ripresa dei lavori appare un miraggio. La Giunta è accusata di aver agito con improvvisazione, fermando le ruspe senza un piano B pronto all’uso e senza considerare l’impatto sulla viabilità e sulla sicurezza. La richiesta che arriva forte dall’aula consiliare è quella di una trasparenza totale: servono cifre, scadenze e, soprattutto, l’assunzione di una chiara responsabilità politica per quello che viene ormai considerato un fallimento nella gestione delle opere pubbliche cittadine.
Ogni mese di fermo cantiere potrebbe generare “riserve” da parte della ditta appaltatrice, ovvero richieste di indennizzo per il mancato impiego di mezzi e personale. È fondamentale che l’Amministrazione chiarisca se siano stati conferiti nuovi incarichi professionali per superare l’attuale stallo o se si stia ancora navigando a vista tra giustificazioni vaghe e scuse tecniche. Il tempo delle parole generiche è scaduto; via San Francesco non può permettersi un altro anno di oblio istituzionale, specialmente quando in gioco c’è la tutela del verde monumentale, un valore inestimabile per l’identità e la salute pubblica di tutto il territorio locale.

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