Passaggio a livello di Ospedalicchio non più automatico, è già un inferno [Foto]

Passaggio a livello di Ospedalicchio non più automatico, è già un inferno [Foto]

del Direttore,
Marcello Migliosi
Per superare il passaggio a livello di Ospedalicchio, ora, ci vorranno almeno 14 minuti, ma si è già arrivati a 20. Questo è quanto accade già, almeno stando a quando riferiscono gli internauti su Facebook. Persone che, viaggiando lungo la strada 147 “Assisana” da e verso Ospedalicchio, devono traversare i binari su quello che, fino a oggi (ma sembra già dal 24 dicembre 2018), era un passaggio a livello automatico.

La fotocomposizione di Valerio Giombolini è una delle tante che circola in rete. Le critiche fioccano e i minuti passano. Ci sarà da mettersi le mani nei capelli – chi ce l’ha – nei giorni lavorativi, quando la strada sarà intasata dai veicoli delle persone che vanno a lavorare o da mezzi commerciali e agricoli.

Settimane fa scrivemmo quelle che sono state le ragioni di Rete Ferroviaria Italiana, ma per avere, invece, una “fotografia” più chiara di quella che è la situazione attuale, domani andremo sul posto e, armati di macchine fotografiche e telecamere, cercheremo – nel rispetto della privacy – di fotovideo documentare cosa saremo costretti a vivere nei prossimi, mesi…anni?

Abbiamo tentato, nei giorni successivi alla riunione organizzata dal Pd di capirci qualche cosa di più sul piano politico/istituzionale. Siamo rimbalzati in un muro di gomma, quello che doveva essere realizzato – un sottopassaggio – non è stato fatto, ci sono ancora i soldi disponibili, tanti, ma niente da fare. Uno scaricabarile tra un passato remoto e uno prossimo, su cui, in una qualche misura, ha fatto un po’ – ma un po’ – di chiarezza il sindaco, Stefano Ansideri.

Quello che, invece, vi riproponiamo – tanto a dare le “dentate” sono (siamo) sempre i soliti no? – è rispiegarvi cosa ha deciso, e perché, RFI. Quello della “deautomatizzazione” (azz che neologismo eh), del passaggio a livello di Ospedalicchio era un destino già segnato, sconosciuto al popolo e conosciutissimo nelle “stanze dei bottoni“. Ma lasciare il popolo nella ignoranza – ce lo insegnano gli Antichi Romani – porta male, porta un sacco “sfiga”.

Ma ‘sti sarti – quelli della stanza dei bottoni – non ne han voluto, nel corso dei tanti anni,  saperne di realizzare un abito su misura e adesso, zitti e in fila! Ci sarebbe da mettere i gilet gialli, ma noi italiani, si sa, siamo un popolo i cui livelli di sopportazione sono assolutamente da dilettanti, rispetto a quelli d’oltralpe. Beh lì, a partire dal carburante (che costa meno che in Italia) hanno stampato un casino galattico, facendo tremare le scarpe di Macron. Qui da noi si pazienta, beh ne riparliamo appena finite le feste no? Attendere dai 14 ai 20 minuti (questo è quanto ci dicono) durante le Feste…beh uno ascolta la radio, “cazzeggia” col cellulare (che non si dovrebbe fare), “mamma butta giù gli gnocchi che arrivo“. Insomma il tempo scorre via “silenzioso“, sempre se uno ha lo stop & start, se no si fa pure rumore e si inquina di brutto.

Vedremo, per altro, domani mattina chi si ricorderà di spegnere il motore, visto che – e lo verificheremo – ci sarà da aspettare e pure parecchio. A parte questo, perché tra un po’ di penserà l’ecobonus no a renderci tutti più “boni”, ma perché si è tolto l’automatico? Perché è la legge, è la sicurezza, signori miei. Certo, ci scrivono i lettori, neanche ci accorgevamo quanti treni passavano, in realtà stava chiuso, due minuti – insomma poco poco – e poi via, ognuno verso le proprie destinazioni.

Ma non sarà più così ed ecco perché:

del 18 ottobre 2018

«Nel 2015 una norma dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria ha deciso che questo tipo di passaggi a livello, cosiddetti a “pedale” automatici dovranno essere eliminati. Ce ne sono pochissimi ancora e quello tra Bastiola e Ospedalicchio di Bastia Umbra, è uno di questi». E’ l’ufficio relazioni esterne di Rete Ferroviaria Italiana che, intervistato dalla nostra redazione, chiarisce alcuni punti, per così dire “oscuri”.

Il collega Giuseppe Angelini spiega anche come funziona il passaggio a livello, così detto di Ospedalicchio. «E’ azionato da un pedale che il treno schiaccia quando sta per passare. E questo a circa 45 secondi a quando si chiudono le sbarre. L’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria – annota Angelini – ha deciso che è meglio, per motivi di sicurezza, che il passaggio a livello sia regolato direttamente dalle due stazioni più vicine: Bastia Umbra e Ponte San Giovanni».



E fin qui tutto è chiaro, no? La ragione è che le sbarre hanno più tempo per chiudersie il treno quando riparte dalla stazione di riferimento vede la luce verde sul segnale e quindi sa che le sbarre saranno correttamente chiuse.

Se la sbarra non dovesse chiudere per un guasto, perché magari c’è una auto in mezzo, il segnale resterà rosso.

«Questo vuol dire – fa rilevare il collega Angelini – che una volta che il treno sia ripartito dalla stazione di Bastia Umbra o di Ponte San Giovanni impiegherà sette otto minuti ad arrivare, garantendo, però una sicurezza maggiore».

Angelini aggiunge anche che “sono anni che Rfi ha presentato progetti, anche di sottopassi, per risolvere il problema con un’opera sostitutiva, ma gli enti locali hanno detto di no, facciamo da soli, facciamo noi e quindi ci pensiamo da soli”.

Così non è stato, ma Rfi deve, in ogni caso, procedere e deve fare la variazione del passaggio a livello. Alla domanda: “Quando sarà fatta l’opera”, il responsabile abbozza “nelle prossime settimane”.

Gli enti locali (Comune, Provincia…) non han effettuato nessuna opera, in sostanza, e Rete ferroviaria italiana deve procedere con l’operazione di trasformazione. Si tratta, in felice sintesi di concetto, di applicare una norma dell’Agenzia. «La modifica c’è – dice ancora – ma chi ipotizza che ci siano venti minuti da attendere sbaglia, servirà il tempo di percorrenza del treno partito da una stazione o l’altra. Quella di Bastia Umbra è più vicina e quindi impiegherà di meno, più tempo, ma non oltre 6 – 8 minuti da Ponte San Giovanni.


Non saranno più i 45 secondi, ovvio, ma, a quanto dice Angelini, non si tratterà di oltre otto minuti. Un’altra notizia che era trapelata sui social, dopo il nostro articolo a firma del Pd, era che ci fosse un “fantomatico casellante” a chiudere le sbarre.

No, non esiste più questa figura, l’attivazione della chiusura delle barriere avverrà in maniera elettronica dalle due stazioni di partenza di Bastia Umbra e di Ponte San Giovanni.

 

4 Commenti

  1. Caro Direttore, tanto per fare chiarezza, in questa vicenda il comune non ha nessuna responsabilità, anzi, è vittima della inettitudine della Regione e della Provincia.

    • Ma lasciate perdere, non ci crede più nessuno. È sempre colpa degli altri: ponte sul Tescio, sottopasso di via Firenze, piazza del mercato, cementificazione selvaggia zona Franchi, ecc. ecc. Le strade tenute come groviere per un’intera legislatura e poi come per miracolo (in prossimità delle elezioni), si rifanno in serie le bitumature, come se nel comune, sotto le feste, fosse scesa la manna dal cielo. Ma noi sappiamo che non è così, nessun miracolo, solo una furbastra regia,tesa ancora una volta a far credere al popolo che questa amministrazione è l’unica salvezza per Bastia, speriamo che rimarrete gli unici a crederlo. A noi come promemoria ci basta ricordare le annuali code sul ponte, al passaggio a livello di via Firenze e questo ultimo “regalino”sulla strada assisana 147.

  2. Per me che sono di Assisi il problema e’ Presto risolto, NON PASSO PIU’ DA OSPEDALICCHIO e di conseguenza nemmeno per Bastiola dove facevo sempre rifornimento e prendevo il caffe’; anche oggi 9 minuti di passaggio a livello, la 147 e’ da cancellare nelle mie abitudini

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