Incendio ecoisola Bastia Umbra, fiamme da cenere ardente

Incendio ecoisola Bastia Umbra, fiamme da cenere ardente

Paura nella notte a Bastia Umbra per ecoisola in fumo

Nella notte un incendio improvviso ha distrutto l’ecoisola di via Olaf Palme a Bastia Umbra, entrata in funzione da pochissimi giorni. Le fiamme si sono propagate rapidamente dall’interno della struttura, alimentate da materiale ancora caldo gettato nei contenitori. L’episodio ha generato forte preoccupazione tra i residenti, anche perché solo poche ore prima un’altra ecoisola, quella situata in fondo a piazza Toppetti, aveva rischiato di fare la stessa fine.

Cenere ancora viva all’origine del rogo

Secondo le prime ricostruzioni, qualcuno avrebbe svuotato nell’ecoisola cenere non completamente spenta, con brace ancora attiva. Il calore residuo avrebbe innescato la combustione dei rifiuti, trasformando il cassonetto in una camera di combustione chiusa, capace di sviluppare fumo e poi fiamme.

A evitare un secondo incendio è stato il passaggio fortuito di un cittadino che, notando fumo uscire dalle bocchette dell’ecoisola di piazza Toppetti, è riuscito ad aprire la struttura, estrarre i contenitori e spegnere le prime lingue di fuoco con un secchio d’acqua. Un intervento rapido che ha impedito un nuovo danneggiamento e possibili conseguenze più gravi.

Area già colpita in passato, ipotesi di una mano ricorrente

La zona non è nuova a episodi simili. Tre anni fa si verificarono incendi con dinamiche analoghe, e non viene esclusa la possibilità che possa trattarsi della stessa persona o comunque di comportamenti ripetuti nel tempo. Le autorità stanno valutando ogni elemento utile per chiarire se si tratti di negligenza, abitudine pericolosa o gesto intenzionale.

Richiamo alla prudenza: la cenere va conferita solo fredda

Gli operatori ricordano che la cenere deve essere conferita esclusivamente quando è completamente fredda, senza alcuna traccia di brace. Anche un piccolo residuo incandescente può trasformarsi in un innesco capace di distruggere intere strutture e mettere a rischio la sicurezza pubblica.

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