Bastia Umbra, Festa della Liberazione, rispettare diversità e riconoscere il loro valore

 
Chiama o scrivi in redazione


di Marcello Migliosi e Morena Zingales
BASTIA UMBRA – “Una società moderna deve avere come fondamento il rispetto delle diversità e il riconoscimento del loro valore. Il 25 Aprile è l’anniversario e il compleanno della Liberazione e della Democrazia. Facciamo in modo che questo giorno rimanga in tutto il suo significato dei suoi contenuti, un momento essenziale per un ulteriore sviluppo civile e sociale della nostra comunità, per contribuire a un’Italia e un’Europa unita, civile, giusta e democratica, impegnata al superamento di tutte le ingiustizie vecchie e nuove. Un grande Paese ha solo cittadini liberi e un Paese grande, quando conserva la sua memoria, quando difende la propria identità e costruisce con l’aiuto di tutti il proprio grande progetto. Viva l’Italia libera, democratica ed onesta”.

Queste le parole del primo cittadino di Bastia Umbra in occasione dell’Anniversario del 25 Aprile. Stefano Ansideri ha portato il suo saluto personale e dell’amministrazione che rappresenta ai cittadini di Bastia Umbra, alle Forze Armate, alle Forze dell’Ordine e alle Associazioni dei Combattenti e Reduci. L’ha fatto in occasione del 69esimo anniversario della Liberazione.

Il primo appuntamento della celebrazione civile si è svolto per l’omaggio al Monumento ai Caduti della frazione di Costano, poi a Ospedalicchio, in via Roma a Bastia, davanti al monumento ai caduti situato nel giardino della scuola primaria Don Bosco, la commemorazione solenne, con il raduno, davanti alla sede municipale con l’omaggio al Monumento a Colomba Antonietti e, infine, il corteo per rendere omaggio alla Lapide ai Caduti presente in piazza Mazzini. Al corteo hanno preso parte i rappresentanti istituzionali e delle Associazioni d’Arma e Combattentistiche, la Banda musicale di Costano e rappresentanze delle scuole.

Il Sindaco Ansideri ha aperto il suo discorso con una frase del Presidente della Repubblica: “Il ricordo è la più alta forma di giustizia. Il 25 Aprile non è soltanto la festa della Liberazione, ma è anche la festa della riunificazione dell’Italia. E’ una giornata simbolo dell’essere italiani e della storia nazionale”.

“Oggi – ha detto il Sindaco – non sono più le persone a rischiare la vita, ma ho come l’impressione che sia la democrazia rischiare. Oggi si scambia il valore espresso in internet da alcune minoranze come espressione di massima democrazia. La vera democrazia – aggiunge Ansideri – funziona con il confronto di opinioni con la pazienza e la tenacia, la mediazione, la faticosa intesa, la critica, la polemica anche feroce con il rispetto delle regole e soprattutto delle persone. Essere qui non è mai un rito ormai logoro, fuori dal tempo. Il giusto ricordo delle radici è atto concreto”.
“Proviamo a guardare il futuro partendo da valori positivi. Oggi c’è un cancro sottile che ci consuma dentro che si chiama egoismo. La situazione economia è difficile per tutti, per alcuni drammatica, lo è per gli enti locali, per i comuni in particolare, ma questo cancro intacca l’etica, la morale di una parola, i comportamenti. Recuperiamo la fierezza di sentirci una nazione e una comunità, prendiamo atto con orgoglio di ciò che di positivo abbiamo che è ancora tanto. Per questo ogni anno è necessario l’anniversario del 25 aprile, un atto di fiducia nel futuro e di riconoscenza nei confronti dei padri fondatori della Repubblica italiana che proprio il 25 aprile 1945 hanno dato grande prova di determinazione e amore per la libertà”.

Per celebrare davvero il 25 aprile – conclude il sindaco – dobbiamo intensificare gli sforzi e l’impegno di tutti perché davvero siano attuate politiche di sviluppo, tagli della spesa inutili e clientelari, favorendo investimento sul futuro e garantire il diritto al lavoro. Devono impegnarsi gli attori economici, devono impegnarsi le istituzioni, i sindacati, i lavoratori, ma devo impegnarsi soprattutto la politica alla quale oggi sono richiesti comportamenti e scelte di rigore e responsabilità. Un dovere che fanno tutti dagli amministratori locali ai regionali, fino a che vi resta il compito di guida del governo al quale non può sottrarsi. Ma c’è un ulteriore impegno quello che ci tiene di far conoscere ai più giovani i valori costituzionali come quello del lavoro, sostenendo percorsi di legalità ed educazione delle scuole o iniziative o percorsi promossi dalle realtà associative”.

7 Commenti

  1. Anche quest anno abbiamo assistito al misero spettacolo di una cittadinanza pressochè assente alla celebrazione per la Liberazione. Abbiamo ascoltato le belle parole dell’oratore di turno che nulla però ci ha detto di quello che ha fatto o meglio, non ha fatto perchè si recuperasse la partecipazione a questo importante giorno.
    E poi, chi si riferisce il sindaco uscente della nostra città quando legge “non sono più le persone a rischiare la vita, ma ho come l’impressione che sia la democrazia rischiare. Oggi si scambia il valore espresso in internet da alcune minoranze come espressione di massima democrazia” e ancora, non riportato dal cronista, “vogliono mandare tutti a casa”?
    Ha forse approfittato del suo ruolo di primo di tutti i cittadini di Bastia, utilizzando la celebrazione del 25 aprile per attaccare e fare campagna elettorale? Aldilà dell illecito ci sarebbe dell indegno!!!

  2. Caro Crocetta,invece di criticare il Sindaco e strumentalizzare anche la festa della liberazione, non sarebbe meglio fare autocritica, prima vengono le famiglie che devono insegnare i valori e le tradizioni ai propri figli, poi viene la scuola. Il Sindaco non può andare a prendere le persone a casa propria e portarle in piazza.
    Purtroppo viviamo in tempi dove i valori sono andati a farsi benedire e la colpa è nostra non del Sindaco di turno.

  3. Spett.le Pasquino ??, tengo innanzitutto ad informarti che personalmente partecipo sempre alle celebrazioni per la festa della Liberazione portandoci i miei figli ed esortandoli a ringraziare, in segno di riconoscenza i reduci presenti dei sacrifici che hanno fatto per garantire la nostra Libertà. Per il resto dei cittadini di Bastia che non partecipano alla commemorazione, ovviamente non pretendo che l amministrazione li vada a prelevare a casa ma neppure posso considerate sufficiente il nulla che viene fatto in tal senso. Per quanto riguarda le accuse di strumentalizzazione che mi muovi, tengo per prima cosa a farti presente la sostanziale differenza che esiste tra noi due rispetto al concetto di impegno civile e senso di responsabilitá dato che, diversamente da te, mi presento chiaramente con nome e cognome. E poi ti invito a rispondere ai quesiti che ho posto nel precedente commento e a riflettere su chi eventualmente fa un uso strumentale.

  4. Forse da domani, tornata dalle ferie, la “vera democrazia” si interesserà di me!!
    Attendo fiducioso.

  5. Gentile Sig. Coccetta, Le posso assicurare che, non avendo personale spiccata abitudine al “godimento di ferie”, non ho mai sospeso o pensato di sospendere la “Democrazia” nel nostro Comune.
    Se parliamo poi dei tempi nel procedere alla risposta in relazione ad una considerazione o domanda posta in modo irrituale, utilizzando un canale lasciato al libero utilizzo dei “visitatori”, mi sembra fuori luogo, e questo si in modo strumentale, sollecitare il destinatario, avendoLe già lo stesso risposto verbalmente durante l’incontro con Lei avuto, al centro di Piazza Mazzini, al termine della manifestazione per la celebrazione del XXV Aprile.
    Per quanto riguarda il contenuto del discorso da me pronunciato, del quale ha voluto porre l’accento soltanto su una parte dello stesso, dimostrando di avere “un nervo scoperto”, Le confermo che quanto espresso rappresenta il mio e solo mio pensiero, condivisibile o no, che fa riferimento ad un modo ormai diffuso di “partecipazione democratica” che va ad incidere su eventuali scelte, lasciando fuori chi (e sono in molti) non ha la possibilità o capacità di usare quello strumento informatico.
    Con riferimento alla partecipazione, aborrendo comunque qualsiasi imposizione o atto di regime volto alla precettazione, questa Amministrazione ha svolto azione di divulgazione ed informazione, anche telefonica, con tutte le scuole del territorio, oltre ad aver percorso tutti i canali che istituzionalmente vengono normalmente attivati.

  6. Gentile Sig. Coccetta, Le posso assicurare che, non avendo personale abitudine al “godimento delle ferie”, non ho mai sospeso o pensato di sospendere la “Democrazia”, alla quale non c’è nessun bisogno di accostare aggettivi (vera), essendo la stessa affermata o no.
    Se parliamo poi dei tempi nel procedere alla risposta in relazione ad una considerazione o domanda posta in modo irrituale, utilizzando un canale lasciato al libero utilizzo da parte dei “visitatori”, mi sembra fuori luogo e questo si strumentale, sollecitare il destinatario, avendo già fattolo verbalmente durante l’incontro avuto al centro di Piazza Mazzini, al termine della manifestazione per la celebrazione del XXV Aprile.
    Per quanto riguarda il contenuto del discorso da me pronunciato, del quale ha voluto porre l’accento soltanto su una parte dello stesso, dimostrando di avere “un nervo scoperto”, Le confermo che quanto espresso rappresenta il mio e solo mio pensiero, condivisibile o no, che fa riferimento ad un modo ormai diffuso di “partecipazione democratica” che va ad incidere su eventuali scelte, lasciando fuori chi (e sono in molti) non ha la possibilità o capacità di usare quello strumento informatico.
    Con riferimento alla partecipazione, aborrendo comunque qualsiasi imposizione o atto di regime volto alla precettazione, questa Amministrazione ha svolto azione di divulgazione ed informazione, anche telefonica, con tutte le scuole del territorio, oltre ad aver percorso tutti i canali che istituzionalmente vengono attivati.

  7. Aggiungo due commenti.

    Il primo rivolto alla redazione, della quale non comprendo le motivazioni che l’hanno indotta a rimuovere il mio primo commento del 27 aprile in cui non erano sicuramente presenti insulti né tanto meno ritengo di aver gettato infamie verso alcuno.
    In sostanza, riportando la parte del discorso del sindaco in cui scrive “La vera democrazia – aggiunge Ansideri – funziona con il confronto di opinioni con la pazienza e la tenacia, la mediazione, la faticosa intesa, la critica, la polemica anche feroce con il rispetto delle regole e soprattutto delle persone”, sollecitavo la messa in pratica delle “belle parole” e, ironizzando, scrivevo che la migliore delle ipotesi era che non leggesse Bastia Oggi.
    Mi auguro che questo non sia bastato ad irritare la suscettibilità del signor Migliosi!

    Il secondo, se il suo commento di risposta è definitivo, rivolto al Sindaco uscente.

    Egregio Sindaco Ansideri, sono lieto di essere riuscito a suscitare la sua attenzione. Apprezzo che lei abbia espresso il suo commento e per gratitudine e considerazione le replico ordinatamente.
    Devo ammettere di essere stato un poco ironico nello scrivere ma avendola vista, in piazza, così sorridente di fronte al mio disappunto, ho pensato che lei apprezzasse!
    La leggo invece alquanto incupito, rimarca il suo stacanovismo con l’abitudine al non “godimento delle ferie”, se può consolarla, sono in diversi a non praticare la sana abitudine del riposo dalla fatica, sono sempre di più anche a Bastia e lo fanno per sopravvivere!!
    Sull’assoluta non necessità di aggettivare la parola Democrazia, sono perfettamente concorde! Dovrebbe però mettersi d’accordo con se stesso o con chi scrive i suoi discorsi, visto che, come può rileggere nell’articolo sopra, è proprio nel suo discorso che si aggiunge l’aggettivo “vera”!!
    Non so se sono stato troppo zelante, ma nel momento in cui ho visto riproposto il discorso che lei ha pronunciato il 25 aprile in piazza Mazzini, qui sulle pagine di Bastia Oggi, ho ritenuto opportuno rinnovarle anche qui gli interrogativi e le perplessità già espressele. Lei scrive: “considerazione o domanda posta in modo irrituale”, “canale lasciato al libero utilizzo da parte dei “visitatori””, “fuori luogo e … strumentale”. Non le sembra che uno la cui immagine ha tappezzato la cittadina di Bastia con accanto la parola TRASPARENZA, dovrebbe recalcitrare di meno nel rendersi disponibile all’interloquire con i cittadini.
    E quale sarebbe secondo lei l’obiettivo della mia strumentalizzazione? Cercare di capire se l’esigenza che induce l’uomo che governa la città in cui vivo, tanto da principiare il discorso per la celebrazione della Festa della Liberazione, a paventare un rischio per la democrazia da parte di chi identifica con elementi come “valore espresso in internet” o “mandare tutti a casa” che sono particolarmente riconducibili al soggetto politico a cui appartiene uno dei suoi concorrenti alla carica di Sindaco, sia quella di un attacco o altro? E poi, che senso ha scrivere: “dimostrando di avere “un nervo scoperto””? Che potrei dirle io, che l’eventuale intenzione di attaccare in un certo modo una parte a lei concorrente è “un chiaro segno di timore e nervosismo”?
    La ringrazio comunque per avermi ricordato che posso non condividere il suo pensiero, che seppure lei puntualizza essere “il mio e solo mio pensiero”, non è quello di uno qualunque ma bensì quello della persona maggiormente responsabile per la città!
    Per l’impegno suo e della sua Amministrazione a far recuperare alla cittadinanza il senso di appartenenza e partecipazione alle celebrazioni del 25 aprile, mi trovo a doverle ricordare che come Amministratore ma anche come affermato professionista, l’impegno non può prescindere dal risultato! E quello che si è visto dopo cinque anni di un governo che si era proposto con obiettivi di cambiamento, non può lasciare soddisfatti!!
    A conclusione, tengo in particolar modo a puntualizzare di non appartenere a nessun “gregge partitico”, di considerarmi un cittadino “libero” perché traggo il sostentamento mio e della mia famiglia solo ed esclusivamente dall’impegno e dai miei sacrifici di mia moglie e miei. Ho “debiti di riconoscenza” solo nei confronti di amici e persone care e nessuno nei confronti di alcun politico. Per questo, cinque anni fa, nonostante i miei riferimenti politici fossero opposti ai suoi, sono intervenuto pubblicamente a favore di quel Cambiamento che io ritenevo necessario per la vita di questa città e che lei si proponeva di realizzare.
    Oggi, più come dovere che come diritto, “non per odio ma per dignità” le chiedo conto delle sue azioni!!

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*