Movimento facile conoscersi attraverso il movimento metodo Feldenkrais

Bastia: centro Aletheia ore 10,30 lunedì e giovedì

Movimento facile conoscersi attraverso il movimento metodo Feldenkrais

Movimento facile conoscersi attraverso il movimento metodo Feldenkrais dalla Prof.ssa Anna Maria Stangoni COS’E’ IL METODO FELDENKRAIS? La prima risposta può essere: “un metodo basato sul movimento”. A COSA SERVE? Risposta: “per accrescere il benessere della persona.” In questo modo però va solo ad allungare la lista di tutta una miriade di metodi e tecniche basate sul movimento, in funzione del benessere della persona. Il fatto è che il metodo Feldenkrais è completamente diverso da ogni altro metodo!! Ci si rende conto di questo fin dalla prima lezione. Tanto che l’unico modo per farsene un’ idea e’ proprio PROVARE.

Però, dovendolo spiegare a parole, questa volta vorrei raccontare la mia esperienza diretta. C’è sempre un motivo che ci spinge a conoscere qualcosa di nuovo, per me è stata, a 40 anni, la nascita della mia seconda figlia, con “problemi psicomotori”. Dopo il liceo ho frequentato l’ISEF, quindi la mia formazione di studi era proprio sul movimento, ma per saperne di più, dopo tanti anni, ho deciso di scrivermi di nuovo all’università per la laurea specialistica in scienze motorie. Contemporaneamente frequentavo a Parma un corso sul potenziamento cognitivo, il metodo Feuerstein.

Con questi studi paralleli constatavo come le due cose, movimento e intelligenza, andassero di pari passo. La mia tesi è stata proprio sul mettere a confronto l’attività motoria e l’aspetto cognitivo. Facendo ricerche per la tesi mi sono imbattuta nel metodo Feldenkrais. Anzi proprio l’insegnante del metodo per il potenziamento cognitivo mi disse: “penso che quello che stai cercando di fare tu, lo ha già fatto qualcun altro, un certo Moshe Feldenkrais”.

Informarmi e andare a provare questo metodo è stato come trovare l’ “amore a prima vista”. Era proprio ciò che cercavo anzi molto, molto di più. La formazione di quattro anni per diventare insegnante del Metodo Feldenkrais, la pratica personale e la pratica insieme ai miei studenti sono la cosa più bella che mi potesse capitare. Potrei definire questo metodo come “amore per l’essere umano”. La persona viene rivalutata nella sua interezza.

Trovo che sia il metodo olistico per eccellenza. Il corpo, il movimento, i pensieri, le sensazioni, le emozioni, sono un insieme inscindibile. Lo scopriamo proprio attraverso il movimento che è l’unica via attraverso cui noi apprendiamo e impariamo a fare tutto ciò che facciamo. La relazione tra movimento, sistema nervoso e ambiente ci permette di imparare ad essere ciò che siamo. Attraverso questa interazione costruiamo l’ “immagine di noi stessi”.

Il problema sorge quando questa immagine di noi stessi rimane statica. Chi di noi non ha mai detto o pensato “io sono fatto così”! A volte con orgoglio ma a volte con un po’ di rassegnazione perché sentiamo delle limitazioni nel nostro agire. Il Metodo Feldenkrais ci fa scoprire che possiamo sempre imparare. Possiamo sempre migliorare qualunque sia la posizione di partenza, anche la più svantaggiata. L’immagine di noi stessi può espandersi con la conseguenza che possiamo conquistare qualche libertà in più. Sembra solo psicologia? In realtà tutto avviene attraverso il corpo e il movimento facendo però in modo da tenere viva la nostra ATTENZIONE.

Nelle elezioni F. ci si muove ascoltando ed eseguendo le indicazioni dell’insegnante, facendo ATTENZIONE al COME ci muoviamo. Feldenkrais ha scritto una frase bellissima nella prefazione di uno dei suoi libri: “Le basi del metodo per la consapevolezza dei processi con motori”. “Il COME e’ il marchio della nostra individualità. Se esaminiamo COME facciamo le cose possiamo trovare modi alternativi ed avere la possibilità di scegliere.” I movimenti proposti nelle lezioni Feldenkrais sono inusuali proprio perché non sono un allenamento, ma una scoperta di nuove possibilità. Il sistema nervoso riceve nuove informazioni, che producono nuove sinapsi, nuovi collegamenti neuronali che a loro volta si esprimono in un miglioramento di ciò che stiamo facendo.

Si procede nella lezione andando PIANO, rispettando le proprie possibilità del momento, APPROSSIMANDO la posizione e/o l’ampiezza del movimento alla sensazione di FACILITA’ e COMODITÀ. Un’altra frase molto interessante che si trova nella stessa prefazione è: “abbiamo grande difficoltà a distinguere ciò che facciamo per DOVERE e ciò che vogliamo fare PER NOI STESSI.” Le lezioni Feldenkrais sono GIOCO e LIBERTÀ proprio come fanno i bambini (e noi stessi abbiamo fatto!) durante la crescita.

Proprio come il bambino che impara a stare in piedi cade e si rialza come se fosse un gioco, allo stesso modo nelle lezioni Feldenkrais non esistono ERRORI. Anzi l’errore è la prima fonte di APPRENDIMENTO! Il rispetto verso SE STESSI ci permette di acquisire fiducia. Ma ci sono altri alleati, dei sostegni concreti: il pavimento e il NOSTRO SCHELETRO. Impariamo a sfruttare la “forza di gravità” che non è più quella cosa che ci schiaccia verso il basso, ma che può essere il mezzo per “andare verso l’alto”.

Riconoscere che abbiamo un sostegno ci permette di lasciare andare le tensioni muscolari superflue. Ovviamente quindi, il movimento diventa più libero! Quali altre conseguenze? Per esempio che i dolori si attenuano e che riusciamo a riportare movimento anche nelle articolazioni più rigide. L’essere presenti a noi stessi, quella che oggi viene definita mindsight, piano, piano diventa una ABITUDINE. La “BUONA” ABITUDINE che ci fa scoprire quando ricadiamo nelle “SOLITE” ABITUDINI, quelle cioè che ci causano dolori. È un metodo facile e affascinante. Il titolo originale del libro che ho citato prima era “l’ovvio elusivo”. Proprio per dire come abbiamo a disposizione cose così ovvie e non le osserviamo ne le sfruttiamo. Moshe Feldenkrais scrive ancora: “credo che conoscere se stesso sia la cosa più importante che un essere umano possa fare per sé”. Sono d’accordo!

A CHI SI RIVOLGE IL METODO FELDENKRAIS? Veramente a tutti! Ai bambini può insegnare il rispetto di sé e degli altri, l’empatia e il valore delle diversità. Agli adulti un fare più agile e meglio organizzato. Per gli sportivi un modo per migliorare la performance del gesto sportivo. Per gli anziani attenuare dolori provocati da stati fisiologici come l’artrosi ad esempio, e ritrovare una maggiore elasticità anche mentale. Per i disabili sia bambini che adulti, così come per i normodotati, è un riconquistare un po’ il proprio corpo e scoprire nuove possibilità. Moshe Feldenkrais era un ingegnere nato nel 1904, amante dello sport e delle arti marziali.

Si mise a studiare il movimento umano dopo un incidente che gli lesiono’ un ginocchio. Guarì senza sottoporsi ad intervento chirurgico e dedicò più della metà della sua vita (visse 80 anni) allo studio del corpo, del movimento, dell’uomo, creando il metodo che prende il suo nome. Viene insegnato in molte parti del mondo dove esistono scuole di formazione per insegnanti.

Acquista sempre più interesse nel mondo scientifico perché Feldenkrais con i suoi studi e le sue intuizioni fu il precursore delle neuroscienze. Quegli studi cioè che oggi riconoscono e provano scientificamente la plasticità del cervello, la sua capacità di riorganizzarsi e quindi di acquisire nuovi apprendimenti. Apprendere è la funzione specifica del cervello e lo fa attraverso il movimento. Il metodo Feldenkrais viene insegnato in due modalità: lezioni di gruppo chiamate “CAM” ( conoscersi-attraverso-movimento), insegnate con indicazioni verbali; lezioni individuali chiamate “IF” (integrazione funzionale), insegnate attraverso il tocco dell’insegnante.

Bastia: centro Aletheia ore 10,30 lunedì e giovedì Rivotorto: palestra Scarpette Rosa ore 9 (am) lunedì e giovedì Lezioni individuali su appuntamento Anna Maria Stangoni  cell. 3284611550  laurea specialistica scienze motorie; diploma quadriennale metodo Feldenkrais

 

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