Unione Comunale Pd di Bastia, tra Borgarelliani, Giovani Turchi e Vecchia Guardia

 
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Mozione rifiuti, Borgarelli (PD): "La maggioranza tenta di scrollarsi le proprie responsabilità"
Pasquale Borgarelli

Unione Comunale Pd di Bastia, tra Borgarelliani, Giovani Turchi e Vecchia Guardia

del Direttore
Marcello Migliosi
L’Unione comunale del Pd di Bastia Umbra, ieri sera, si è riunita nella sede di Piazza Mazzini alla presenza del segretario Regionale, Giacomo Leonelli. Ad aprire i lavori è stato il segretario reggente del Partito Democratico di Bastia Umbra e consigliere comunale, Lino Pasquale Borgarelli, che ha ricordato come il Pd sia ripartito sul territorio cittadino con la nomina dei tre segretari dei circoli.

Una “ripartenza”, per dirla in termini calcistici, che arriva dopo le due pesanti sconfitte elettorali alle comunali e che hanno aperto la strada all’era di Stefano Ansideri. Sconfitte sulle quali si sommano le altrettanto pesanti divisioni interne nel mondo “piddino” bastiolo, speculari, se vogliamo, a quelle regionali e nazionali.   Prima del dibattito, Borgarelli avrebbe riproposto la sua candidatura alla segreteria del partito a Bastia Umbra. La procedura per l’elezione, se non andiamo errati, dovrebbe essere espletata dall’Unione comunale del Pd nei prossimi venti giorni.

Il reggente avrebbe dato la sua disponibilità sostenendo che lui è una persona che ha tempo da dedicare al partito, e che, in qualche modo, potrebbe andare ad una mediazione, per cercare di ricucire gli strappi interni ai Democratici.

Di fatto a Bastia il Pd è diviso, diciamo così, in tre schieramenti. Il primo è proprio quello di Lino Borgarelli, con un consenso che però, non parrebbe, molto ampio.  Il segretario reggente si avvarrebbe, anche se questo non porterebbe a nessun beneficio all’interno del Pd, della “simpatia” del gruppo di “Bastia Per Te” di Simona Carosati , con l’aggiunta di qualche altra adesione.

Ci sarebbe poi il gruppo della “vecchia guardia”, i Brozzi, i Lunghi e qualcun altro, e, infine, i “giovani turchi”, composti dai Furiani, Pecci e altri ancora.

Ma, udite udite, Giovani turchi e Vecchia guardia – qualcuno li definisce “antenati” – si sarebbero già stretti per mano contro la candidatura di Pasquale Lino Borgarelli. Una candidatura considerata inadeguata, non tanto per quanto potrebbe essere stato il lavoro fin qui svolto come reggente, ma in riferimento al fatto che l’ospedalicchiense è già consigliere comunale e sarebbe, quindi, opportuno lasciare spazio ad altri alla guida del partito.

Vedere una convergenza su questa posizione, tra due gruppi che, come dire, in passato non è che siano stati un modello di convivenza, è abbastanza clamoroso. Niente Borgarelli segretario dell’Unione comunale Pd quindi secondo i Giovani turchi e gli antenati.  Sul cercare di ritrovare l’unità si sarebbe, come è normale che sia, anche espresso il segretario regionale, Giacomo Leonelli. Una unità diciamo noi necessaria, certo, ma di un partito che oramai è praticamente “polverizzato”, le nomine dei rappresentati dei circoli sono avvenuti con il voto di pochissime persone, si parla di non più di sette otto elettori partecipanti.

Opposizione in Consgilio

Se poi si dà uno sguardo all’opposizione che il Pd riesce a fare alla Giunta Ansideri e alla Maggioranza che lo sostiene è debolissima. I “niet” e le proposte con più “sostanza” dagli scranni arrivano da Fabrizia Renzini (Gruppo Misto) e dalla stessa Simona Carosati (Bastia Per Te) che, nel corso del tempo ha acquisito una certa maturità politica, forse anche perché si è affrancata dal “cattivo pigmalione”.

Per proporre una alternanza di Governo alla città di vuole prima di tutto di essere protagonisti di una opposizione credibile, di alto profilo, altrimenti l’attenzione dei bastioli continuerà ad essere pari a quella di coloro che seguono lo streaming, non più di 150 persone alla volta.

E una situazione così non vede un futuro in cui il Pd potrà riprendersi Bastia.

La Commissione di garanzia del partito invierà, comunque, gli inviti per l’elezione, ma ieri sera è emersa con forza questa ulteriore e singolare spaccatura tra chi regge e vuol continuare a reggere il Pd e chi, come Giovani Turchi e Antenati, vorrebbe l’individuazione di una figura altra rispetto al consesso cittadino.

Certo il nuovo segretario- reggente anche questo – sarebbe chiamato a reggere il partito per altri due anni e a porre le basi per quella che dovrebbe essere la prossima tenzone elettorale. Ma la strada dovrebbe in teoria poi  portare al congresso del Pd, dai cui lavori dove dovrebbe uscire il nome del segretario effettivo.

forze politiche in grado di programmare

La necessità di forze politiche in grado di programmare è una esigenza da soddisfare assolutamente. Lo è nella misura in cui la Città deve affrontare i grandi temi, nella misura in cui la CIttà si trova dinnanzi a processi di deindustrializzazion feroc, nella misura in cui si stanno sempre più profilando all’orizzonte delle sacche di emarginazione e di povertà. Una realtà che, se guardata da angolazioni meno superficiali ed ottimistiche, diventa quella di una  comunità che sta sempre più soffrendo dei mali delle città e territori mentropolitiani. La suburbanità è in agguato e chi sarà a guidare la città deve sapere che non sarà facile e che i cittadini premono e vogliono risposte concrete ai bisogni concreti di ogni giorno. Serve riavvicinare la politica alle persone, in quanto non son certo queste che si sono allontanate ma l’inverso.

Maggioranza litigiosa, minoranza inesistente, nuove forze che ancora devono “farsi le ossa” e affilare le armi.

Di fatto il Pd ha tre segretari di circolo che necessiterebbero di un “buon allenamento” politico. Non è detto che per avere la buona scuola politica si debba, però, per forza gettare allo sbaraglio chi ha poca consapevolezza e sbarazzarsi definitivamente di chi ha maturato esperienza sul campo.

Una giusta “miscellanea” tra chi ha un bel monte ore di volo – senza rispolverare le mummie però ok? –  e chi è in grado di apportare “freschezza” sarebbe opportuna. Anche perché, purtroppo, il Pd (ma un tempo si chiamava in altro modo no?), non è che abbia avuto quei “condottieri” in passato che abbiano adottato una condotta da buon presidente di società di calcio. Ogni presidente di società di calcio sa che nel “vivaio” sta la sua forza. Anzi, avveniva ed è avvenuto l’esatto contrario.

La realtà è sotto gli occhi di tutti. Borgarelli è un’ottima persona, ma sarà in grado di reggere i tiranti che dilaniano da anni il Pd a Bastia Umbra? L’ideale, dunque, sarebbe piazzare al comando dell’Unione un segretario che abbia un minimo di esperienza, o no?

Non facciamo nomi per non fare endorsement, ma la cerchia, se si dà uno sguardo ai Giovani turchi si stringe facilmente attorno ad un paio di figure. Per trovare la quadra su questa ipotesi, però, c’è lo “scoglio” degli antichi dissapori  con gli Antenati della Vecchia guardia.

Unione Comunale Pd

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