Coronavirus, non uscite se per ragioni gravi o improcrastinabili

 
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Coronavirus, non uscite se per ragioni gravi o improcrastinabili

Voglio bene alla mia città come se fosse una persona, è vestita con i colori del Palio, parla con la voce dei ragazzi che sorridono a settembre, cammina spedita e corre con la forza dei commercianti, dei piccoli artigiani, degli industriali che l’hanno portata in tutto il mondo. Non hai mai perso la dignità Bastia mia, mai perso il valore del bene.  La forza dei bastioli, la sirena di Petrini, le tabacchine che svelte svelte facevano il loro lavoro, belle nell’anima e nel viso, ce l’abbiamo dentro, ce l’hanno data in mano come un regalo da tramandare, dimostriamolo adesso, dimostriamolo oggi.

A nome mio e di tutta l’Amministrazione comunale chiedo maggiore responsabilità. C’è una condotta responsabile che ognuno di noi deve civilmente e anche moralmente  tenere, discernere l’essenziale dal superfluo, ciò che si può fare da quello che non si può fare. Non uscite se non per stretta necessità, evitate i luoghi pubblici, fate in modo che si interrompa questa catena del contagio anche attraverso le vostre scelte personali.

Dai messaggi che continuano ad arrivare, dai controlli fatti c’è un grave senso di irresponsabilità e mancato rispetto delle norme ministeriali per contenere la diffusione del COVID-19 da parte di alcune persone. Aumentano i contagi in tutta Italia ed anche in Umbria, aumentano i morti, siamo nella fase più delicata e a rischio eppure ancora sono costretta a ribadire la medesima raccomandazione: non uscite se per ragioni gravi o improcrastinabili.

Non vanificate con scelte leggere, quali l’andare più volte al supermercato anche con tutta la famiglia o passeggiare o fare jogging, i sacrifici che migliaia e migliaia di persone stanno facendo per mettere in sicurezza se stessi, la propria famiglia, la comunità di appartenenza.

Mi potreste dire che è consentito, sì è vero, ma se lo facessimo tutti è come non aver fatto niente fino ad oggi. Non farlo nessuno o pochissimi invece assume un doppio significato e valore: consapevolezza di quello che stiamo vivendo, responsabilità per quello che stiamo vivendo. Possiamo chiudere ogni centimetro della città ma non possiamo aprire le menti di chi non rispetta le regole. Non è contagiosa la città, siamo contagiosi noi. La città rimarrà comunque.

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