Il comparto dell’outdoor si riunisce a Bastia Umbra a maggio
Il cuore dell’Umbria si prepara a diventare, ancora una volta, l’epicentro nazionale per tutti gli appassionati di vita all’aria aperta, discipline balistiche e gestione del patrimonio faunistico. La presentazione ufficiale di Caccia Village 2026, svoltasi nella suggestiva cornice del Vivaio Il Castellaccio a Spello, ha sancito l’inizio del countdown per quella che si preannuncia come l’edizione della svolta. Dal 16 al 18 maggio, i padiglioni di Umbriafiere accoglieranno migliaia di visitatori pronti a immergersi in un’esperienza che va ben oltre la semplice esposizione commerciale. Il patron della manifestazione, Andrea Castellani, ha delineato un percorso che mette al centro la “community”, trasformando l’evento in un hub pulsante dove il confronto tecnico si sposa con il piacere della convivialità e la riscoperta delle radici rurali, come riporta il comunicato stampa di AviNews.
L’edizione 2026 non si limita a confermare i numeri record degli anni passati, ma punta a rivoluzionare il modo in cui il pubblico interagisce con le aziende. Il nuovo layout fieristico è stato studiato per eliminare le barriere tra espositore e appassionato, creando percorsi più fluidi e aree tematiche ad alta interattività. Questa scelta strategica risponde alla necessità di un settore che chiede sempre più formazione e prova sul campo. Non sarà raro, dunque, assistere a dimostrazioni tecniche di altissimo livello o partecipare a workshop dove la tecnologia applicata alle attrezzature da caccia e al tiro a volo viene spiegata direttamente dai progettisti. La fiera diventa così una vera scuola a cielo aperto, capace di anticipare le tendenze del mercato internazionale.
Un capitolo centrale della kermesse sarà occupato dal progetto “Cibo Selvaggio”. Durante l’anteprima a Spello, la collaborazione con Tenuta Borgo Santa Cecilia ha mostrato quanto la carne selvatica possa rappresentare un’eccellenza gastronomica se trattata con competenza e rispetto. L’obiettivo degli organizzatori è nobilitare la filiera della cacciagione, promuovendola come risorsa etica, sostenibile e di altissima qualità nutrizionale. In fiera, questo si tradurrà in spazi di somministrazione d’avanguardia, dove chef stellati e cultori della materia proporranno degustazioni guidate, insegnando al pubblico come valorizzare una materia prima che è parte integrante del DNA umbro. La cucina wild diventa così il ponte perfetto tra l’attività venatoria e il consumatore consapevole, attento alla provenienza e alla genuinità di ciò che porta in tavola.
Caccia Village 2026 segna anche l’ingresso definitivo del comparto nell’era della comunicazione 4.0. L’integrazione tra l’esperienza fisica tra gli stand e la visibilità digitale sarà totale, permettendo alle aziende di prolungare l’effetto fiera per tutto l’anno. Attraverso nuovi strumenti di interazione social e progetti multimediali dedicati, la manifestazione si propone di raccontare la caccia moderna in modo trasparente e professionale. Questo approccio non solo potenzia il brand delle imprese partecipanti, ma contribuisce a una narrazione corretta del ruolo del cacciatore come custode dell’ambiente e della biodiversità. Il villaggio della community diventa dunque un luogo di scambio continuo, dove la passione si nutre di informazione corretta e networking di alto livello.
Il valore di questa manifestazione è stato ribadito dalla presenza di figure istituzionali di rilievo, tra cui l’assessore regionale Simona Meloni e il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci. La collaborazione con enti come Umbriafiere e Umbraflor dimostra come il settore possa fungere da volano economico per l’intera regione. La fiera attira un turismo specializzato che genera un indotto significativo per le strutture ricettive, i ristoranti e il commercio locale.

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