Il futuro della libera cerca del tartufo in Umbria è a rischio

Il Coordinamento delle Associazioni Tartufai dell'Umbria esprime preoccupazione per le nuove limitazioni proposte dalla Regione

Il futuro della libera cerca del tartufo in Umbria è a rischio

Il futuro della libera cerca del tartufo in Umbria è a rischio

Il Coordinamento delle Associazioni Tartufai dell’Umbria (C.A.T. Umbria), che riunisce le associazioni di cercatori di tartufo dislocate in tutta la regione, ha manifestato una profonda preoccupazione per la recente proposta dell’Assessore alle Politiche Agricole e Agroalimentari dell’Umbria. L’emendamento proposto dall’Assessore introduce infatti limitazioni significative alla pratica tradizionale della libera cerca del tartufo, pratica che ha radici storiche profondamente radicate nel tessuto culturale umbro.

La ricerca e raccolta del tartufo, infatti, è una tradizione antica in Umbria, tramandata di generazione in generazione. Questa tradizione ha permesso che nel 2021 la “Cerca e Cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” venisse riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO. Il tartufo, essendo un prodotto spontaneo di grande pregio, ha reso possibile la scoperta di molte aree di crescita grazie alla libera cerca, favorendo studi scientifici e lo sviluppo di attività economiche legate a questo prezioso fungo, con significativi benefici occupazionali per la regione.

Attualmente, in Umbria sono circa 15.000 i tartufai abilitati alla cerca, i quali devono ottenere un tesserino valido a livello nazionale previo pagamento di una tassa regionale annuale. La decisione dell’assessore di avviare un processo di chiusura del territorio regionale con pesanti restrizioni alla libera cerca potrebbe, secondo il C.A.T. Umbria, creare un grave squilibrio e generare conflitti sociali, limitando la possibilità per i tartufai di svolgere la loro attività.

Alla luce di questa potenziale situazione critica, il C.A.T. Umbria ha deciso di organizzare un’assemblea generale per discutere le possibili azioni da intraprendere. L’incontro si terrà sabato 22 giugno 2024 alle ore 10:00 presso il centro Umbriafiere di Bastia Umbra (PG). Sono stati invitati a partecipare tutti i rappresentanti delle forze politiche e gli amministratori delle istituzioni umbre.

Il coordinamento delle associazioni ritiene che queste restrizioni possano avere ripercussioni negative non solo sui tartufai, ma anche sull’intera economia locale legata al tartufo. La libera cerca ha infatti consentito una gestione sostenibile e un controllo efficace dei territori di crescita, aspetti che potrebbero essere compromessi dalle nuove normative. I tartufai umbri sperano che questo incontro possa sensibilizzare le istituzioni e portare a un ripensamento delle limitazioni proposte, salvaguardando così una tradizione che rappresenta un patrimonio culturale e economico inestimabile per la regione.

1 Commento

  1. Come avviene il controllo delle quantità raccolte di tartufo ed il ricavato dalla vendita di ogni singolo raccoglitore????????????
    Non ho mai visto un raccoglitore fare una ricevuta fiscale.
    Quanto costa oggi un grammo di tartufo????????

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