Se’ de la Bastiola si’, iniziative per far rivivere li quartiere

intervista con Norberto PIzzardi, Anna Sacpicchi e Francesco Betti

Se’ de la Bastiola si', iniziative per far rivivere li quartiere

Se’ de la Bastiola si’, iniziative per far rivivere li quartiere

Una delle cerimonie di ripartenza di “Se’ de la Bastiola si’” è stata quella religiosa che ha riguardato al benedizione del cibo per le festività Pasquali. “Un momento – dice Norberto Pizzardi, presidente del sodalizio “bastiolino” – che è servito per rincontrarci dopo le difficoltà generate dalla pandemia”.

II gruppo Facebook, che qualche anno fa è stato trasformato in Associazione culturale, in piazza a Bastiola si è ritrovato con una sessantina di persone.

A benedire Don Marco Armillei della parrocchia di San Marco. «Dovremmo ringraziare Dio e la buona sorte – ha detto il presidente – perché viviamo in una parte del mondo in cui il cibo ancora c’è». Ed è chiaro che Pizzardi fa riferimento al conflitto bellico in atto tra Russia Ucraina. Il cibo, in sostanza, non va sprecato e va sempre ricordato che ci sono milioni di persone che, nel mondo, non ce l’hanno.

Il presidente de “Se’ de la Bastiola si’” ha anche voluto segnalare che durante la cerimonia è stato ricordato uno dei membri storici del del direttivo sodalizio, Francesco Ortica, scomparso prematuramente. “Francesco – ha detto – era un uomo del ‘fare’ e non del ‘dire’. Questi uomini nel mondo ce ne vorrebbero tanti. Lo abbiamo ricordato con venti secondi di raccoglimento”.

Insieme a Norberto Pizzardi c’era anche quella che possiamo definire la “past president”: Anna Scapicchi che, dopo il fondatore Andrea Tabarrini del gruppo anche lei è stata presidente.

«E’ una associazione, la nostra – ha detto – che cerca di dare vita ad un paese che vita non ha più». Come darle torto? Nel giro di un paio di anni Bastiola ha perso: prima un albergo ristorante, poi un supermercato, poi un conad store e poi un bar. Tutti esercizi commerciali che non risorgeranno più. Tutti centri che, lo si voglia o no, fungevano anche da aggregatori sociali. Bastiola si ritrova a non avere più zone di vita sociale, se non lo spazio del Cva, non ha una farmacia, non ha un oratorio, non ha una banca, non ha niente.

Quando scende la sera il piccolo paese, che pure è popolato più o meno da 3000 persone, anche la vita sociale scompare. «Non c’è una scuola – dice Anna Scapicchi -, non c’è una banca non ci sono più quasi neanche in negozi. Noi, con la nostra associazione, cerchiamo di fare iniziative per ridare slancio a questa comunità». Francesco Betti, attuale vicepresidente della Associazione dice: “Per ora siamo una sessantina di soci e cerchiamo di ‘riabilitare’ questo paese”.

1 Commento

  1. Tutto il mondo è in mano al volontariato. Il Comune di Bastia ha creato un pubblico albo ufficiale delle associazioni operanti nel territorio. Le Associazioni che intendono realizzare col volontariato iniziative utili a mantenere in attività la Comunità ha diritto di proporre al Comune l’iniziativa.Per acquistare forza e credibilità la Associazione, sempre e tutto gratuitamente, ha diritto di chiedere di partecipare alla Consulta Comunale di riferimento. Questa sera alle 17,30, presso la sala del Consiglio comunale, Associazioni e Consulte sono convocate per la programmazione estivo/autunnale.

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