Decisione istituzionale, non una contrapposizione politica
In relazione al comunicato diffuso dai gruppi consiliari di opposizione di Bastia Umbra, Civica per Bastia, Paola Lungarotti Sindaco, Fratelli d’Italia e Gruppo Misto (Forza Italia), viene chiarito il motivo dell’astensione durante la votazione sulla cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi. I firmatari – Catia Degli Esposti e Fabrizio Raspa per Civica per Bastia, Giulio Provvidenza per Paola Lungarotti Sindaco, Stefano Santoni e Francesca Sforna per Fratelli d’Italia e Moreno Ricci per il Gruppo Misto – sottolineano che la scelta non rappresenta ignavia o mancanza di coraggio politico, bensì un atto ponderato e coerente con il ruolo istituzionale del Consiglio comunale.
Secondo il comunicato, la decisione nasce principalmente da ragioni di metodo: l’opposizione riconosce la gravità della crisi umanitaria a Gaza e il valore dell’impegno internazionale di Albanese, ma contesta l’uso della cittadinanza onoraria come strumento di contrapposizione politica piuttosto che come atto simbolico capace di unire la comunità. Viene evidenziato come la proposta sia stata presentata in modo incompleto, priva di biografia e motivazioni come previsto dal regolamento, generando confusione e ritardi nella discussione. La ricerca di consenso è stata avviata solo successivamente, quando si è rilevata la necessità di ottenere una maggioranza qualificata, elemento che i consiglieri considerano fondamentale per garantire la rappresentatività dell’intera collettività.
Il comunicato della fonte precisa che la maggioranza qualificata non è un formalismo, ma uno strumento per assicurare che la cittadinanza onoraria rifletta valori condivisi e non alimenti fratture nella città. L’attenzione dell’assemblea cittadina deve concentrarsi sulle priorità locali, pur riconoscendo l’importanza di sensibilità verso temi internazionali come la pace in Medio Oriente. La pluralità di posizioni nella comunità non è vista come un ostacolo, ma come una componente essenziale della democrazia responsabile.
I gruppi di opposizione ricordano che Bastia Umbra ha già dimostrato sostegno concreto al popolo palestinese, ad esempio con manifestazioni e raccolte fondi, azioni considerate più significative rispetto a gesti simbolici piegati alla propaganda politica. L’astensione non ha bloccato la proposta, ma ha evidenziato le criticità dell’iter seguito dalla maggioranza, che avrebbe privilegiato lo scontro ideologico rispetto al consolidamento di un consenso unitario.
La fonte del comunicato evidenzia inoltre che erano state avanzate alternative, come l’adozione del testo approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale di Perugia, respinte dalla maggioranza. Il dibattito, secondo i firmatari, è stato esasperato trasformando un tema delicato come il conflitto a Gaza in terreno di contesa politica. Con la dichiarazione ufficiale, i gruppi di opposizione ribadiscono che l’astensione rappresenta responsabilità istituzionale e rifiuto di ridurre un riconoscimento simbolico a strumento di propaganda.

Io sarei stata orgogliosa e mi sarei sentita rappresentata da questo gesto, un vero peccato. Questa grande donna italiana, che ha svolto il suo importante lavoro con integrità, è sicuramente un esempio per le nuove generazioni.